martedì 30 dicembre 2008

Petizione - non fermiamoci!!!

Siamo prossimi alla fine d'anno, sappiamo che vi sono tantissimi impegni, ma nonostante questo, non fermiamoci.
La petizione da presentare al Sindaco, non può interrompersi: ricordiamo che è volontà del quartiere, dell'azienda, di noi lavoratori; insomma di tutti.
Per chi avesse bisogno di scaricare il foglio della petizione da far firmare, ecco il pdf, facile da stampare:

petizione

Ricordiamo che si devono scrivere le generalità e l'indirizzo in stampatello e poi a destra, la firma.
Grazie a tutti.

lunedì 29 dicembre 2008

Comunicato stampa del Partito Democratico Circolo Tre Pietre - Castello Firenze



Comunicato Stampa


Il Circolo del Partito Democratico delle Tre Pietre-Castello manifesta soddisfazione per l’ipotesi di accordo raggiunta fra Azienda e RSU in merito alla crisi in atto alla SEVES spa, storica fabbrica della zona che offre lavoro a circa duecento persone.


Resta tuttavia presente una forte preoccupazione per la situazione che si è creata: infatti la richiesta dell’azienda di porre in Cassa Integrazione Ordinaria per 26 settimane 110 lavoratori, nonostante i bilanci in attivo, al fine di fronteggiare l’attuale crisi di mercato e poter eseguire lavori di manutenzione del forno utilizzato per la produzione, unita alla possibilità di variazione di destinazione del sito da produttivo ad abitativo e all’azzeramento del management che ha guidato l’azienda negli ultimi anni, non può lasciare indifferenti, poiché tali scelte lasciano prefigurare la volontà di una delocalizzazione produttiva ed aziendale per avviare invece operazioni immobiliari.


Esprimiamo la nostra forte contrarietà ad una tale operazione, che avrebbe conseguenze negative sotto più aspetti:

  1. inevitabile perdita di posti di lavoro legati allo spostamento del sito produttivo, posti non rimpiazzabili nella stessa misura con il trasferimento a Firenze della sede sociale, avvenuto pochi giorni fa

  2. insorgere di problemi urbanistici e di viabilità legati alle prospettive di insediamento di circa 2.500 persone in una zona ad impianto viario ancora medievale che verrebbe così a perdere le sue peculiari caratteristiche quale contorno al sistema delle Ville Medicee e del paesaggio pedecollinare della zona.


Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà ai lavoratori della SEVES spa per la situazione che si è creata, chiediamo all'Amministrazione Comunale di non accogliere la richiesta di cambio di destinazione del sito (da produttivo ad abitativo) presentata nell'iter di approvazione del Piano Strutturale ed al Consiglio di Quartiere 5 di monitorare costantemente l'evolversi della situazione vista l’importanza del sito produttivo per l’economia della zona e per il delicato equilibrio ambientale in cui è attualmente inserito.


Firenze, 28/12/08

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C/o Casa del Popolo “Tre Pietre” - Via Carlo del Greco, 7 50141 Firenze - trepietre@pdfirenze.it



NexT-Emerson

Come già saprete, il quartiere si è mostrato sensibile alla nostra vicenda, dandoci sostegno in molte forme, una di queste è stato dato dal centro sociale NexT-Emerson, che ci ha aiutati nella raccolta firme per la petizione da inviare al sindaco ed ai candidati, in vista delle prossime elezioni.
Nella loro ultima assemblea, hanno impostata una linea d'azione che riportiamo qui, non integralmente, lasciando solo le parti che ci interessano specificatamente.

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...[cut]
Nell'assemblea all'emerson [...cut...] ci eravamo impegnati
a produrre un video-inchiesta che tenesse insieme i 2 aspetti della
vertenza SEVES.
1- difesa del lavoro
2- difesa del quartiere dalla speculazione
[...cut...]
Abbiamo formato un gruppo di lavoro ed abbiamo cominciato le prime riprese
sul/del quartiere ( area Cerdec, esterni della seves, altre aree dismesse
già valorizzate nel circondario ).

Il video vorrebbe riportare alcune interviste a voi dipendenti seves.
[...cut...]
Il video vorrebbe riportare anche interviste di abitanti e/o soggetti
attivi nel quartiere [...cut...].


"Schema di massima" di intervista ai dipendenti seves come contributo alla
produzione di un video-inchiesta sulla vertenza in corso.

Alcune domande:

- da quanto 6 assunto?
- con che contratto?
- in che settore della fabbrica lavori?
- sei al primo impiego ?
- Hai avuto altre esperienze lavorative?
- Con che contratti ?
- Perchè il lavoro alla Seves è un lavoro
da difendere ?
- come e quando hai saputo della crisi
seves?
- cosa ne pensi ?
- di chi è la responsabilità ?
- qual'è la TUA partecipazione nella
lotta in corso ?
- hai partecipato a manifestazioni,
iniziative, assemblee, ecc.. ?
- A cosa pensi serva il tuo impegno?-
- che prospettive lavorative pensi di
avere in caso di licenziamento?
- sulla seves vorrebbero fare alloggi,
ovviamente a prezzi di mercato, tu te
li puoi permettere ?
- dove-come vivi ? affitto?, mutuo?
proprietà ?

- Ovviamente l'intervista resta aperta ed in forma colloquiale quindi
modificabile da tutto ciò che si vuole dire in più o non si vuole dire.

[...cut...]
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mercoledì 24 dicembre 2008

presidio di solidarietà il giorno dopo

Il presidio, in piazza del Sodo, si è svolto nella massima semplicità e pacatezza,
presenti don Paolo della parrocchia di Castello e don Francesco della parrocchia del Sodo;
il Corriere Fiorentino ha intervistato dei dipendenti, il filmato è a questo indirizzo: il buio oltre la Seves

Inseriamo qui, anche il comunicato stampa del comune:

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Ufficio Stampa Comune di Firenze - COMUNICATO STAMPA
Ufficio Stampa - Comune di Firenze
Palazzo Vecchio - P.za Signoria, 1 - 50122 Firenze
Tel. 055 276 8075 - Fax 055 276 8282

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 24 Dicembre 2008

VICENDA SEVES, SOLDANI (LA SINISTRA): «LA MOBILITAZIONE OTTIENE LA
SALVAGUARDIA DEI POSTI DI LAVORO E LA TUTELA DEL TERRITORIO»

Questo il testo dell'intervento di Anna Soldani, consigliera de La Sinistra:
«Grazie alla mobilitazione dei lavoratori, della popolazione, dell'osservatorio del quartiere 5 e
delle forze politiche della sinistra in favore della Seves, anche tramite un presidio di solidarietà
del plesso industriale con raccolta di firme, è stato raggiunto un accordo, nel complesso
soddisfacente, tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e la Direzione Aziendale della
Seves. In estrema sintesi è stato concordato che la cassa integrazione da straordinaria diverrà
ordinaria con il dimezzamento della sua durata da 12 a 6 mesi.
Occorre evidenziare che nel corso del presidio, sono state ribadite sia la necessità inderogabile
di rilanciare tramite idoneo piano industriale, pur nelle difficoltà contingenti dell'economia
mondiale, l'attività produttiva della Seves sia l' esigenza di una ferma azione politica nelle sedi
opportune per ottenere l' assoluto diniego ad un cambio di destinazione urbanistica da
industriale ad edificabile dell'area Seves, in quanto quest'ultima possibilità incentiverebbe mire
speculative sancendo di fatto la fine di un'attività industriale preziosa per l'economia e per
l'occupazione nel territorio e creando conseguentemente gravi problematiche dal punto di vista
sociale specie in questo difficile momento per le famiglie.
Nel ringraziare tutti coloro che hanno dato il loro fattivo appoggio all' iniziativa di tutela e
salvaguardia dei posti di lavoro, in particolare il Presidente del Consiglio Comunale Eros
Cruccolini, Valdo Spini, il parroco di San Michele a Castello don Paolo Aglietti, il parroco di San Pio X al Sodo don Francesco Carensi, i Consiglieri Comunali Anna Nocentini, Leonardo Pieri, Anna Soldani, il Consigliere Provinciale Sandro Targetti, i Consiglieri del Quartiere 5 Jacopo Borsi, Maurizio Bruschi, Giancarlo Rosini, l'Associazione per la Sinistra Unita e Plurale che hanno partecipato al presidio e nell'esprimere la nostra soddisfazione per il risultato raggiunto, confermiamo che continueremo a vigilare affinché gli accordi siano mantenuti e che nel futuro non debbano ripetersi simili vicende».

Assemblea e verbale di bozza di accordo congiunta

Ecco il verbale che è ancora una bozza di accordo congiunto dalla direzione e dalle RSU, che verrà, speriamo, ratificata senza variazioni, il 7 gennaio 2009.
Il verbale qui presentato aggiunge la modifica dello spegnimento del forno al 7/01/09 che è stata richiesta e votata a maggioranza assoluta dall'assemblea, con un solo astenuto.

L'assembla ha ratificato l'accordo raggiunto dalle RSU, ma la preoccupazione resta, è innegabile che con questo risultato, incoraggiante, una volta in essere, avremo solo una sessantina di lavoratori, distribuiti tra uffici e produzione, con una perdita di contatti e soprattutto di capacità di azione.
Adesso, siamo nelle mani della volontà di questo management, ad interim, di traghettare Seves in acque sicure, senza tagli o scorciatoie che si potrebbero presentare loro...



Verbale di Riunione



Il 22 dicembre 2008 preso Seves S.P.A. Si sono incontrati la Direzione Aziendale rappresentata dai dottori Giancarlo Picchiotti, Federico Finzi, Emiliano Bertini, il sig. Giovanni Piroli e le RSU, rappresentate dai sigg.ri Marco Pinotti Baroni, Giuseppe Sassu, Marco Bianchelli, assistiti da Luca Paoli e Fabio Berni ( FILCEM CGIL Firenze)



Dopo ampia discussione le parti hanno convenuto quanto segue:

  • a seguito dell'incontro presso la Direzione Provinciale del Lavoro avvenuto in data 16 dicembre u.s., Direzione Aziendale e RSU hanno approfondito la possibilità di fermare la produzione e i servizi ad essa connessi per un periodo di almeno 26 settimane;

  • a causa del perdurare di una crisi di mercato del Vetromattone dalla quale è scaturita una significativa giacenza di magazzino, le parti convengono di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, a zero ore, indicativamente a decorrere dal 1 febbraio p.v.;

  • al fine di raggiungere l'accordo per le 26 settimane di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, le parti si incontreranno il 7 gennaio p.v. presso la Direzione Provinciale del Lavoro;

  • Previo mandato alle RSU da parte dell'Assemblea dei Lavoratori, le parti convengono che a partire dal 24/12/2008 dovranno essere godute le ferie arretrate maturate alla data 31/12/2008; in particolare la linea 2 verrà fermata a partire dal 24 dicembre p.v. mentre la linea 1 verrà fermata a partire dal 1 gennaio p.v.;

  • la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria coinvolgerà fino ad un massimo di 110 dipendenti di Seves S.P.A.: nello specifico saranno interessate le seguenti aree e/o reparti

    • Produzione

    • Seconde Lavorazioni

    • Manutenzione

    • Ufficio Tecnico

    • Logistica

    • Acquisti

    • Vendite e Marketing

    • Servizi Generali

  • Anche successivamente all'incontro del 7 Gennaio p.v. la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria sarà individualmente esigibile previ esaurimento delle ferie arretrate;

  • entro il 31/12/2008 la Direzione Aziendale e le RSU si incontreranno per approfondire un piano relativo allo smaltimento delle ferie arretrate;

  • Sves S.P.A. nel corso dell'incontro ha precisato l'esigenza di avviare le procedure per il raffreddamento/spegnimento del forno con inizio in data 7 gennaio p.v.;

  • Seves S.P.A. si impegna all'anticipazione del trattamento economico di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria;

  • Seves S.P.A. concede in via straordinaria, aderendo alla richiesta della controparte, la maturazione dei ratei di tredicesima mensilità durante il periodo di effettuazione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria da corrispondere secondo modalità che saranno congiuntamente definite;

  • compatibilmente con le esigenze produttive e tecnico/organizzative verrà posta in essere una rotazione tra il personale interessato alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e la posizioni di lavoro che non verranno interessate dal provvedimento;

  • le parti prevedono verifiche mensili al fine di esaminare la situazione produttiva e/o commerciale, oltre ad approfondire i profili professionali coinvolti;

  • entro il 15 aprile p.v. Seves S.P.A. si impegna a presentare alle RSU ed alle OO.SS. Esterne un documento programmatico, riferito al biennio 2009/2010, con particolare attenzione alle attività commerciali volte a sollecitare il mercato ed all0investimento per il nuovo forno;

  • le parti si impegnano infine ad incontrarsi entro il 30 giugno p.v. per esaminare la situazione e valutare, se nel caso, ulteriori azioni da intraprendere (ammortizzatori sociali legalmente forniti)

Auguri 2009

Auguri per il Nuovo Anno

a chi teme per il futuro,

a chi non arriva a fine mese,

a chi non trova lavoro,

a chi ha timore di perdere il lavoro,

a chi è cassaintegrato,

a chi è solo,

ai più deboli,

agli emarginati.

Auguri a tutti coloro che ho dimenticato.


Anna Soldani

lunedì 22 dicembre 2008

presidio di solidarietà


PRESIDIO DI SOLIDARIETA'
CON I LAVORATORI DELLA SEVES
MARTEDI 23 DICEMBRE
ORE 17 PIAZZA DEL SODO

FIRMA

per mantenere il vincolo di destinazione industriale dell’area SEVES.

RICORDATI CHE

l’area SEVES potrà essere usata per altri insediamenti industriali, artigianali o per un Polo Tecnologico di Eccellenza.


sabato 20 dicembre 2008

BALLARÒ

Riportiamo la lettera scritta a ballarò; non è stata messa integralmente perchè una parte è il post di risposta al comunicato ASCA, ma che comunque, sarà linkato al posto giusto, per non ripeterci più del necessario.

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Buongiorno,
siamo dipendenti della multinazionale SEVES, azienda leader nei settori vetromattone ed isolatori, con il 40% del mercato, con sede a Firenze,
La nostra ditta è una delle pochissime in Italia e nel mondo, ad avere bilanci complessivamente in positivo.
Vi scriviamo perchè, nell'ultimo periodo, dal mese di novembre, vi sono stati dei preoccupanti segnali per quanto riguarda la situazione e la sopravvivenza dello stabilimento fiorentino che, oltre alla produzione di materiali di alta gamma, è anche sede dell'headquarter.
Nel mese di novembre, il vecchio management, che aveva portato una fabbrichetta locale, in 19 anni, alla realtà odierna, è stato rimpiazzato di colpo: l'amministratore delegato, Enrico Basso ed il presidente esecutivo Luciano Zottola, se ne sono andati in seguito ad una riunione con gli azionisti di maggioranza - le finanziarie Vestar, Ergon e Athena.
Da quel momento, la comunicazione tra il nuovo consiglio di amministrazione ad interim, che dovrebbe scadere alla fine dell'anno ed i dipendenti, l'RSU, si è di fatto azzerata, fino all'annuncio della richiesta di cassa integrazione straordinaria per crisi, per un massimo di 110 dipendenti, su circa 175.
A nulla possono valere le rassicurazioni della direzione, circa la volontà di mantenere attivo questo stabilimento, dopo una ristrutturazione, perchè, ha lasciato dei segnali che sono inequivocabili:
il forno di fusione deve essere assolutamente rifatto e ha bisogno di pezzi unici, che devono essere costruiti apposta e ci vuole molto tempo. Tanto per capire, la vita media di un forno è di 4-5 anni, ma i pezzi devono essere ordinati almeno 1 anno prima, per una spesa superiore al milione di euro.
Ad onor del vero, sono stati ordinati dei materiali refrattari, ma si tratta di blocchi standard, utlizzabili ovunque.

il gruppo in generale ha i bilanci in attivo; come si può, dunque, chiedere una cassa integrazione straordinaria per crisi? Perchè non una cassa integrazione ordinaria, come si fa di prassi in questi casi, se l'intenzione non è quella di spostare la produzione dove la manodopera ha un costo più basso?

L'allontanamento di dirigenti che hanno posizioni importanti, come il settore marketing, può ragionevolmente far temere ad una politica, differente, con orizzonti foschi. Tanto più che le redini dell'azienda, adesso non sono in mano ad un imprenditore, ma a delle finanziarie, che hanno messo come direttore esecutivo ad interim anche lui, una persona che prima lavorava in una società di consulenza, la oliver wyman, per analizzare e migliorare la redditività del gruppo, senza però conoscere le peculiarità dei nostri prodotti.

In più, cosa che è molto più preoccupante, è stata l'eccezione al piano strutturale avanzata ed ottenuta dalla giunta - al centro della bufera che tutti conosciamo - di rendere la nostra area ad uso civile, con un valore stimato di circa 50milioni di euro.

Ai nostri dubbi, manifestazioni, scioperi, alla fine è stata data una risposta mediatica:
la direzione ha convocato reti televisive, giornali e radio, lasciando un comunicato che a prima vista parrebbe tranquillizzante, ma solo per chi è al di fuori:

POST DI VENERDI 19 DICEMBRE 2008

Non ce ne vogliate per la lunghezza di questa nostra, ma abbiamo la necessità di trovare aiuto per non far morire una realtà ancora attiva e competitiva, in un panorama mondiale, tremendo.

Grazie

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Non chiediamo cosa devono fare gli altri per noi, ma cosa possiamo fare noi... >>

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Questo è tutto per adesso!

Raccolta firme

Se ne era parlato all'ultima assemblea, rimandando al 23, la creazione di un comitato che potesse integrare, aiutare l'RSU, attraverso iniziative che possono scaturire da idee dei singoli.

La prima di queste, che ha preso forma è la raccolta firme per evitare lo stravolgimento del piano strutturale e chiedere in questo modo, di mantenere lo stato attuale delle cose, spieghiamoci meglio:
chiedere alla giunta e quindi, in questo caso ai candidati a sindaco, in vista delle prossime elezioni, di vincolare l'area per un tempo sufficientemente lungo - 20 anni o più - ad uso industriale, impedendo così, una volta approvato, di snaturarla e renderla oggetto di possibili speculazioni edilizie, salvaguardando, contemporaneamente i nostri posti di lavoro.

La seconda è la distribuzione di volantini che denunciano la nostra situazione.

Per dare la propria disponibilità, ci sono nelle bacheche i fogli, dove ci si può segnare.

È importante, non aspettiamo che siano gli altri a fare per noi...

venerdì 19 dicembre 2008

Comunicato all'ASCA da parte dell'azienda

Riportiamo il Comunicato all'ASCA e le nostre considerazioni. Come al solito, il ecco il link all'articolo ASCA

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(ASCA) - Firenze, 19 dic - Stop alla mobilita' in un primo tempo ipotizzata per circa 20 dipendenti, nessuna dismissione ne' speculazione di carattere immobiliare sul sito produttivo di Firenze e impegno a ritirare eventuali precedenti richieste di riconversione del sito ad uso residenziale.

Questa la posizione del Gruppo Seves, che questa mattina ha voluto fare chiarezza sulle proprie intenzioni sullo stabilimento di Firenze (dove ha da pochi giorni trasferito la sede sociale) dopo le notizie dei giorni scorsi e l'allarme dei sindacati.

''Non c'e' allo studio alcun progetto di dismissione dello stabilimento di Firenze - ha detto Giancarlo Picchiotti, assistente dell'Ad con delega ai rapporti esterni e sindacali - tantomeno a fini immobiliari. Lunedi' incontreremo il Comune di Firenze e i sindacati, con l'obiettivo di arrivare a un sistema di relazioni industriali meno conflittuale''.

Seves non nasconde il momento di difficolta' dovuto alla congiuntura, per affrontare il quale sara' necessario un periodo di cassa integrazione per circa 110 dipendenti sui 180 dello stabilimento fiorentino. ''Queste misure - ha detto Giovanni Piroli, responsabile della divisione Glass Blocks di Seves - si prospettano come indispensabili per il proseguimento dell'attivita' di lungo termine della divisione, attualmente minacciata da una situazione economica fortemente negativa e dal raggiungimento di un livello incompatibile di stock di prodotto in magazzino. Peraltro, la volonta' aziendale di ricostruire le condizioni per la continuita' produttiva di lungo termine e' testimoniata dall'attuazione degli investimenti previsti dall'ultimo piano di marketing e dall'avvenuto ordine di materiali refrattari per circa 2 milioni di euro, in consegna per il 2009''.

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Tutto bene?
Analizziamo un po', partendo dalle ultime affermazioni:
i materiali refrattari. Cosa vuol dire? Non è stato specificato se serviranno per la costruzione del nuovo forno nel nostro stabilimento. Serve chiarire? Sì, assolutamente.

Il prodotto in magazzino è variegato, anche se vi è una quantità di pegasus alta, per molti altri articoli, le nostre scorte sono al limite oppure sotto, questo lo sanno tutti, basta chiedere...

La cassa integrazione è il nodo cruciale per i rapporti con i dipendenti: perchè non aggiungere la tipologia? Ordinaria o straordinaria che è sempre stata l'anticamera alla dismissione di uno stabilimento?

Ringraziamo ASCA per averci fornito la posizione di Giancarlo Picchiotti. Finora, non vi era stata la necessità, evidentemente, da parte della direzione di presentarlo all'azienda, come è sempre stato, ogni volta che vi era l'ingresso di una nuova figura all'interno dell'organico di SEVES.
E di scoprire, con piacere, stavolta, che la sede sociale è stata trasferita a Firenze.

I sindacati e i dipendenti SEVES, hanno buoni motivi per preoccuparsi, quando sparisce di colpo il dialogo ed al suo posto non c'è nulla di chiaro.
La nostra volontà è di mantenere la posizione di eccellenza che ci ha sempre caratterizzato e che, grazie ai nostri prodotti, ha portato una piccola azienda, a diventare una multinazionale così importante.

Prendiamo atto l'impegno a ritirare la richiesta, precedentemente inoltrata dall'ex amministratore delegato, per riconvertire ad uso civile l'area dove è situato lo stabilimento e ne siamo molto contenti, ma attendiamo a queste parole, i fatti veri e propri.

Sempre pronti al dialogo

giovedì 18 dicembre 2008

Report incontro vertici-rsu/sindacati 16 dicembre 2008

Finalmente abbiamo ascoltato cosa è accaduto nell'incontro tra la direzione ed i sindacati, martedì scorso.
Presenti, dalla parte del management, il signor Piroli ed il signor Picchiotti, quest'ultimo, dovrebbe sostituire il signor Finzi - il condizionale è d'obbligo, perchè il detto: nulla è definitivo tranne il provvisorio, qui calza a pennello.

L'impressione generale dei sindacati è che dall'altra parte, non vi sia una linea certa, ma un tentennamento, come un caracollare insicuro: i due non avevano nulla di chiaro, non vi era una comunione d'intenti, contraddicendosi o prendendo tempo l'un con l'altro.

Come già scritto in altro post, il prossimo appuntamento ufficiale che sarà anche l'ultimo, è stato fissato per il 7 gennaio 2009.


L'incontro è durato alcune ore, dove il sindacato ha presentato le proprie controproposte, che sono quelle che abbiamo già discusso nelle precedenti riunioni e cioè: di lasciar perdere la cassa integrazione straordinaria per crisi e di pensare alla ordinaria, in virtù della mancanza di presupposti per richiederla e dei bilanci economici tutto sommato positivi.
Sostanzialmente, visto il netto rifiuto dei sindacati a proseguire oltre questo primo passo, alla fine di un lungo e sofferto dibattito, i rappresentanti dell'azienda, si sono mostrati disponibili a capire se e come si possa tramutare la richiesta che hanno già fatto, di cassa integrazione straordinaria, in ordinaria e di ritrovarsi il giorno 22 dicembre 2008 per parlarne.
Intanto hanno chiesto ai dipendenti di fermare le proteste e scioperi che sono costate all'azienda qualcosa come 30mila euro al giorno, almeno fino al 7 gennaio e di togliere gli striscioni. Cosa, quest'ultima, che all'unanimità, è stata respinta al mittente.

Facciamo nostri i timori dei sindacati:
i dispacci aziendali ci informano che, uno dopo l'altro vengono colpiti i vertici della vecchia dirigenza, tuttavia non vi sono sostituzioni, a nostro parere, che posseggano il know how, adeguato, per tamponare i vuoti formatisi.
Gli uffici e i reparti, agiscono senza un ordine preciso, vivacchiando giorno per giorno; l'atmosfera che si respira è di totale incertezza, aleggia lo spettro di fine imminente; l'impressione di una sentenza capitale già firmata.

Per dirla in altra maniera, si può tirare fuori la teoria della comunicazione, dove si può rilevare sempre tre componenti nel dialogo tra individui e in senso lato, nei sistemi complessi:
verbale
non verbale
paraverbale.
Quando queste, sono in accordo, allora la comunicazione è coerente e ben formata; gli interlocutori rilevano l'assenza di contraddizioni e si instaura, quasi automaticamente, un clima di fiducia e di scambio di idee costruttivo.
È sotto gli occhi di tutti che ciò non sta accadendo, purtroppo.

Facciamo attenzione ai particolari, dunque e non lasciamoci incantare dagli asini che volano: i presupposti di una chiusura, non possono dare ai singoli, speranze o rassicurazioni.


Altri punti salienti di quello che è successo all'assemblea, sono stati:

- l'alterco tra due dipendenti, che poteva essere evitato, oppure chiarito fuori dalla sala perchè non pertinente all'ordine del giorno.

- Il non sapere se la richiesta di cassa integrazione sia stata effettivamente depositata al ministero.

- Una mancanza di chiarezza nella comunicazione tra l'RSU e gli uffici: in questi momenti, il nervosismo e la polemica, non deve prevalere sull'interesse comune.
Ricordiamoci che ogni pur minima forma di divisione interna, è una piccola ma significativa vittoria da parte della direzione.

Per la prossima riunione, è stato pensato di dotarsi dell'ausilio di un microfono, per poter essere uditi da tutti, poichè data l'affluenza fuori dal comune, chi si trova in fondo, fa fatica a sentire o non ode affatto.

L'ultima proposta, che sarà ratificata il 23, nell'assemblea prevista per ascoltare quanto sarà detto nell'incontro del giorno prima, riguarda la formazione di un comitato che possa coadiuvare l'RSU. Per adesso nell'organizzare una raccolta di firme da presentare ai politici, in vista delle elezioni, affinchè prendano l'impegno di variare le eccezioni del piano strutturale perchè questa zona non possa cambiare destinazione d'uso.
Sono stati appesi dei fogli nelle apposite bacheche, dove, chi vorrà, potrà dare la propria disponibilità di tempo, per organizzare dei banchini che potranno essere situati nelle zone strategiche della città e del quartiere.
Ricordiamoci sempre che non dobbiamo chiedere cosa possa fare la seves - intesa come noi dipendenti, of course! - per noi, ma cosa possiamo fare noi per essa, parafrasando jfk.

mercoledì 17 dicembre 2008

Nulla di fatto, tutto rimandato

La notizia era già circolata e noi la riportiamo, tale e quale:
i sindacati hanno proposto di riconvertire la richiesta di cassa integrazione straordinaria in ordinaria, dal momento che, il management ha ribadito il proprio interesse nel tenere viva questa azienda e in particolar modo Firenze e a questo punto si sarebbero informati se sussista la possibliltà di fare questa modifica; le parti si riaggiorneranno il 7 gennaio 2009.
Che strano.
Alzi la mano chi si è meravigliato.
Nessuno, speriamo.
Riflessione: non sarà una scusa, presa al volo per lasciar correre quei fatidici 25 giorni di trattative, che sono di prassi?

Attendiamo l'assemblea-sciopero di giovedì per parlarne e cercare nuove proposte.

Ciliegina sulla torta: il gruppo dirigente, non apprezza gli striscioni appesi fuori e se facciamo i bravi, togliendoli, concederanno le ferie alle prime lavorazioni nel periodo natalizio!
Che dire?
È proprio vero: a Natale siamo tutti più buoni.
Sarà l'aria?
La santità del momento?
Chissà.
Dato che anche noi, ci sentiamo così, non possiamo far altro che ricordare a tutti il nostro nuovo consiglio di amministrazione.
Vestar, Ergon ed Athena, sono le finanziarie che hanno imposto il seguente C.A.:
Rosner, Mantero, Mantica, Peter Baumgartner, Ian Gallienne, Wateler, Emanuele Lembo, Osculati. Ponti.
In aggiunta a questi: Sator, Murphy, Ruggi, ma avranno l'accesso solo dopo la scandenza dell'interim, i bene informati, dicono che questo periodo, finirà con il 2008, dopodichè, vi sarà il consolidamento.
I buoni osservatori, noteranno che di alcuni di questi, è stato scritto anche il nome, per una comodità e per delle puntualizzazioni.
Gallienne è a capo di Ergon... carina come cosa, no?
Lembo è il partner italiano e forse qualcosa di più di tutti gli affari Ergon in italia.
Il nostro amministratore delegato, Baumgartner, invece... bè, qui la faccenda è più soffusa: la solita ricerca su google, ci dice che apparteneva ad una società di consulenza, specializzata in "miglioramento aziendale", di questi tempi, verrebbe voglia di fare una traduzione estemporanea: chiusura basandosi sul valore delle persone e sui numeri; ma sicuramente non è così, loro vogliono migliorare davvero...
Lo sappiamo, sono abili nel velare le loro capacità, in fondo si tratta di operazioni delicate.
Quello che importa è che il nostro attuale amministratore sia con noi e ci traghetti in acque più delicate, tanto ormai il suo lavoro precedente è acqua passata e nella nostra ditta, sicuramente non v'è traccia di questi consulenti, ex colleghi del nostro beneamato.
Che ci farebbero, poi?
Vi lascio il link per conoscere, incidentalmente anche il nome della società, che proprio non è qui da noi, ma è interessante visitare, per ampliare il nostro background culturale, visti i tempi che corrono, non si sa mai!

lunedì 15 dicembre 2008

Fole sciarade e bizzarrie

Quante domande in questi giorni, anche le più bislacche!
Figuriamoci le supposizioni!
Ma, dato che siamo a parlar per fantasia, lasciamola correre, sempre puntualizzando che non v'è nulla di vero in ciò che stiamo scrivendo, citando la citazione: "ogni riferimento a fatti, persone o nomi è puramente casuale".

C'è chi si domandi quanto possa valere il nostro marchio e, se non sia un bell'affare proporlo in vendita alla concorrenza, cinese, per giunta!
Ma si potrà arrivare a quest'assurdità?

E ancora fantasticando: perchè non offrire a qualcuno, tre o quattro persone, una quantità di denaro, pochi milioni di euro per dismettere lo stabilimento e chiudere gli uffici, in un tempo prestabilito, un anno, al massimo due e, nel caso di riuscita nei tempi concordati, ai suddetti, il ricco premio, per potersi godere una meritata vacanza per l'onerosa impresa compiuta?

Di domani, 16 dicembre 2008, resterà solo il ricordo del magone e della tensione dell'attesa per conoscere i nomi dei 110, primi sacrificati, badate bene, non ultimi; è presto detto: prime lavorazioni, tutti, seconde, solo sette; avanzano una trentina da prendere dagli uffici, dimezzandoli.
Ecco fatto! Facile no? Su, smettiamola di trattenere il respiro, sicuramente è toccato a qualcun'altro, non a noi. Ah, non è ancora il sedici? Stavamo delirando? Mamma mia...

Massima del giorno:
"Cavalcando si poggia i piedi sulle staffe per non capitombolare per terra e ne siamo così abituati, che spesso, tentiamo, istintivamente, di infilare le nostre appendici, ad ogni pertugio, ma non abbiamo un cavallo, sotto.
E le staffe che cerchiamo di indossare, possono essere di due cavalcature differenti oppure, come nel caso nostro, possono non esistere ed essere solo un parto della nostra mente, che si illude, accomodando ora a destra, ora a sinistra questo e quello, di restare a galla, di cascare in piedi.
Prodi cavalieri che avete i piedi in due staffe... il tempo delle giostre e del medioevo è finito, risvegliatevi, aprite gli occhi: siete a spenzoloni su di uno strapiombo."

Infine un'ultima simpatica previsione dalla sfera di cristallo: entro la settimana, ancora tre, dei nostri carissimi dirigenti, che ci hanno accompagnato finora, nella delicatissima, transizione, saranno cortesemente invitati ad uscire di scena, con una lauta buonuscita, per essere liberi, loro, di calcare altri palchi, altre commedie o drammi.

Quante fole: son sciarade, son bizzarrie del momento, per poter essere lieti ché del domani non v'è certezza.

15 dic 2008 si parla della Seves in Comune

Ebbene sì, anche Seves ha avuto il suo momento.
Non c'era il sindaco, che, a detta dei consiglieri, latita da un po', ad onor del vero...
L'assessore Nencini, ha parlato della nostra situazione con gli stessi timori e le preoccupazioni che abbiamo tutti noi.
I consiglieri, indipendentemente dallo schieramento politico, si sono mostrati sensibili al problema.
Anche il connubio, piano strutturale, dismissione dello stabilimento è stato fatto presente e si sono detti tutti, pronti a bloccarlo; ancora meglio, a renderlo vincolato ad uso produttivo a tempo indeterminato, per poter evitare di offrire un bonus in più ai falchi del consiglio di amministrazione e che, purtroppo, detengono la maggioranza, che vogliono chiudere e andare via.

Ma... c'è un ma: sono state solo tutte parole, si è avuta, certo l'attenzione della giunta, ci sono stati applausi, eppure non è stata richiesta una mozione che potesse, davvero mettere, nei fatti, un fermo.
Auspichiamo dai nostri politici, oltre al bell'eloquio, anche della sostanza.

domenica 14 dicembre 2008

Messenger e Ministeri

Sono come i cavoli a merenda, ma comunque...
Sono state inviate altre email, questa volta ai seguenti ministeri:
Interno
Giustizia
Sviluppo economico

e un post anche a Beppe Grillo, non si sa mai...

Finalmente SevesFiViva ha un account msn: sevesfiviva@yahoo.it, basta aggiungerlo ai propri contatti.

Dai fogli parrocchiali di CASTELLO7-parrocchia San Michele a Castello, IL SEMINATORE - parrocchia di S. Antonio da Padova al Romito, S. Maria a Quinto

NATALE DI PREOCCUPAZIONE PER LA SEVES DI CASTELLO
Dopo le voci che si sono sentite per tutto il mese di novembre, l'azienda SEVES, una multinazionale che dà lavoro a 175 dipendenti, ha dichiarato la volontà di mettere in mobilità 20 dipendenti e la Cassa Integrazione Guadagni Speciale per un anno per tutti gli altri. “L'azienda va bene, un simile piano di lacrime e sangue si giustifica solo con la volontà di dismettere il sito, per cercare più profitti in altri paesi e sfruttare l'area, contigua a Castello, a fini immobiliari". Questo il parere del Sindacato.
La parrocchia esprime la piena solidarietà e l'appoggio a tutti i dipendenti SEVES e la contrarietà alla speculazione sul territorio di Castello che purtroppo è una realtà sotto gli occhi di tutti.

Aggiornamento: nuove lettere a tutti i quotidiani, agenzie stampa, organi di partito, dei quali sia reperibile l'email

Abbiamo ripetuto la nostra richiesta d'aiuto, aggiornandola e spedendola a:
redazione politica del Corriere della Sera, all'Unità, alla Repubblica, alla Stampa, La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, televideo rai, AGI (agenzia giornalistica Italia), Adnkronos, Ansa, Il Denaro,Affari Italiani, IlSole24Ore, ItaliaOggi, Liberazione, LaPadania, Avvenire, L'Osservatore Romano, IlFoglio, il Messaggero, Il Secolo d'Italia.

Sotto il testo.

°°°

Salve,
siamo dipendenti della seves spa leader mondiale (40% del mercato totale) del settore vetrario con un fatturato di circa 480 milioni di euro, la quale ha uno stabilimento, per la produzione di pezzi di alta gamma, in un'area nel comprensorio fiorentino, vicinissima alla zona, centro dello scandalo che sta facendo tremare il sindaco e la giunta comunale.
Il valore commerciale della nostra area è di 50 milioni di €, la nostra azienda è in attivo, anche se in flessione, ma le finanziarie che hanno la proprietà della seves spa, vogliono chiuderlo e mandare a casa 180 persone, seppur in tempi diversi: 110 adesso, i restanti dopo; abbiamo fatto un blog e messo dei filmati su youtube ripresi nelle manifestazioni e nei picchettaggi di protesta.
I link sono: http://sevesfiviva.blogspot.com per il blog e su youtube - cercando il canale: sevesfiviva.
La chiusura e la richiesta della cassa integrazione è paradossale per una ditta che ha i bilanci ancora in positivo, tuttavia nel piano strutturale è comparsa una variante che indica il nostro stabilimento come edificabile ad uso civile, guarda caso...
Abbiamo chiesto aiuto ai sindacati, ma il nostro timore è che non basti.
Non ci torna come sia possibile che, nella crisi generale del lavoro, in Italia e nel mondo, la giunta abbia modificato il piano strutturale, quando anche il quartiere, dove si trova lo stabilimento, ha richiesto che questo terreno debba restare adibito ad uso industriale.
Certo, 50 milioni di euro fanno gola a molti, è una bella torta per tanti.
Se voleste aiutarci, potreste fare la differenza.
I tempi sono strettissimi, perchè parlano di fermare il forno il 12 di gennaio e una volta fattolo, lo stabilimento morirà sicuramente e con lui le 180 famiglie.
Abbiamo bisogno della vostra voce.
E soprattutto di essere portati all'attenzione della nazione e non fermarsi alla cronaca locale.
Grazie

sabato 13 dicembre 2008

il lupo ed il cane...

Un lupo smagrito e affamato, si imbatté per caso in un cane ben pasciuto.
Si salutarono e si fermarono a parlare:
<< Dimmi un pò, come fai a essere così bello grasso? Che cosa hai mangiato per avere messo su tanta carne? Io, che sono molto più forte, muoio di fame! >>

Il cane rispose con franchezza:
<< Se sei disposto a prestare un servizio come il mio, al padrone, puoi essere come me! >>
<< Percindibacco! Cosa dovrei fare? >> Domandò il lupo.
<< Nulla di difficile: custodire il portone, proteggere di notte la casa dai ladri e stare attento ai servi che non sottraggano i beni del padrone. >>
<< Tutto qui? Sono pronto: ora mi tocca sopportare neve e pioggia; dura è la vita che trascino nei boschi. Come sarebbe più facile vivere sotto un tetto e saziarmi di cibo abbondante senza fare nulla! >>
<< Allora vieni.>>
Cammin facendo, il lupo scorge il collo del cane spelato dalla catena.
<< Che ti è successo, amico? >>
<< Niente, tranquillo. >>
<< Ma dimmelo, per piacere! >>
<< E va bene! Dato che sembro aggressivo, durante il giorno mi tengono legato, perché dorma quando c'è il sole e stia sveglio quando è notte. Mi sciolgono al crepuscolo e allora vado in giro dove mi pare. Mi portano il pane senza che io lo debba chiedere; il padrone mi dà gli ossi della sua tavola; la servitù mi getta bocconi e le pietanze di cui non ha più voglia. Così, senza fatica, la mia pancia si riempie. >>
<< Dì un pò, se ti viene voglia di andartene a zonzo, hai la libertà di farlo? >>
<< Ma certo che no! >> rispose.
<< Goditi pure, cane, le delizie che decanti: non voglio essere re, se non posso essere libero come voglio io. >>
Il lupo se ne andò.
Quella sera, il cane, quando si avvicinò alla mensa scorse un nuovo padrone che aveva portato un altro cane,
<< Certamente, questo vecchio cane non mi sarà fedele. >> Pensò il nuovo padrone ed ordinò ai servi di ucciderlo.

Intervento di Anna Soldani [consigliere del comune di firenze]

Anna Soldani
11 dicembre 2008

Stiamo assistendo con sempre maggior inquietudine ad un fenomeno preoccupante: sfruttando il periodo di grave situazione economica che stiamo attraversando, molte aziende ne approfittano per chiudere i propri insediamenti produttivi, licenziare i propri dipendenti ed attivare speculazioni edilizie sui terreni degli impianti dismessi.
Emblematico è il caso della SEVES che ha già iniziato a muovere le sue pedine per la chiusura dello stabilimento, proponendo la mobilità per 20 lavoratori, la cassa integrazione speciale per 87 su di un totale di 175, creando pregiudizio all’occupazione dell’area fiorentina e conseguentemente al sostentamento di 175 famiglie, cosa ancora più grave proprio per l’attuale pesante situazione economica.
Oltre ad un generico attestato di solidarietà è necessario che tutte le forze politiche che siedono in Consiglio Comunale si attivino per mettere un freno a questi spregiudicati appetiti speculativi adottando strumenti idonei a combattere tale fenomeno quali ad esempio definire non edificabili ad uso privato aree industriali, tanto più se ancora produttive. Una tutela che l’azione dell’amministrazione deve garantire per mantenere, anche nel tempo, i livelli occupazionali all’interno del suo territorio e per evitare di creare quartieri mono-funzionali, invasivi, cioè quartieri-dormitorio, ormai obsoleti, e non veri e propri centri poli-funzioni coerenti all’immagine di una città prestigiosa ed evoluta come Firenze.

Anna Soldani

Circolo Sinistra Democratica di Castello
Consigliere Comunale del Comune di Firenze

Invito

Pubblichiamo con piacere questo invito:
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Invito

DI CHI E’ LA CITTA ’?

DI CHI E’ LA PIANA DI CASTELLO?

Il Laboratorio per Firenze, promosso il 30 giugno dall’Associazione per una Sinistra Unita e Plurale ha lavorato questi mesi sui temi del territorio e dell’ambiente, mettendo a fuoco alcuni dei principali problemi connessi alle scelte urbanistiche e alle prospettive future della nostra città.

Le ipotesi di sviluppo verso la Piana e quelle che riguardano in particolare la zona di Castello (Parco, Aeroporto,Stadio, ecc.) sono apparse subito come un nodo cruciale. Le vicende giudiziarie e politiche di questi giorni confermano la centralità di quel nodo.

Ci sembra importante aprire un confronto, il più possibile ampio che, senza ignorare il dibattito contingente, sappia rispondere alla domanda se è possibile condividere, a sinistra, una visione della Città come bene comune di coloro che ci vivono oggi e di chi ci vivrà domani, e su questa’idea condivisa misurare le scelte delle Amministrazioni pubbliche e dei soggetti economici privati.

Invitiamo cittadini e cittadine, forze politiche e sindacali, comitati e movimenti per discuterne insieme

Mercoledì 17 dicembre alle ore 21

Circolo Arci Castello

Via Reginaldo Giuliani, 347

Laboratorio per Firenze

gruppo di lavoro Territorio e Ambiente

www.forumsinistra.it; www.xsinistraunitaeplurale.it

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Data la nostra delicata situazione, è importante partecipare!


Manifestazione Sciopero del 12 dicembre 2008

Ecco il video in attesa che i motori di ricerca interni a youtube si attivino:



Finita la manifestazione, abbiamo avuto risultati immediati: orecchie completamente disintegrate e timpani sfondati, potrete rendervene conto dal filmato.
La nostra partecipazione è stata, complice la pioggia, buona; grandi assenti, gli impiegati: solo una minoranza si è unita ai dipendenti delle prime e seconde lavorazioni.
Bisognerà farsi questa domanda: dove sono andati, gli altri?
Hanno fatto sciopero, come consigliato da tutte le parti sindacali, anche quelle che non sono promotrici di questa manifestazione, per poter avere una visibilità nazionale?
La pioggia ha raffreddato gli spiriti ardimentosi di chi, scioperando, non si è sentito di scendere in piazza?
O forse c'è stata una sorta di difficoltà di comunicazione e il messaggio non è arrivato?

Il timore è di scoprire che, vista l'esigua ( *solo* 110 dipendenti al massimo...) richiesta di personale da mandare in cassa integrazione, vi siano dei colleghi che si sentano ormai in salvo e mettano i remi in barca ed è un gravissimo errore, una miopia mortale.

Non si può abbandonare l'impegno, adesso. Le pressioni da parte dell'azienda sono molto forti, ma la sopravvivenza, di tutti è in gioco.
Non dimentichiamoci che abbiamo alle spalle, proprio qui in Europa, due stabilimenti chiusi, con conseguente perdita di lavoro.
Non dimentichiamo, che la Francia ha ordinato alla nostra beneamata, di risarcire i dipendenti Sediver per l'illegittimità della decisione di chiudere la fabbrica a Saint-Yorre; sicuramente ci sarà il ricorso alla cassazione, ma intanto, la penale è di 7,4 milioni di euro.

Non stiamo parlando di una azienda che è limitata alla nostra zona, al Sodo, dove ci conosciamo, più o meno tutti e possiamo guardare in faccia i dirigenti. Stiamo parlando di una multinazionale, diretta da fondi finanziari esteri che non hanno viso, corpo, non hanno nulla, se non la volontà di avere, con tutto quello che ne consegue.

Tornando in topic, di certo la rappresentanza Seves, si è fatta notare: tamburi, petardi, megafoni e fischietti, hanno battuto le vie senza sosta!

Resta da capire come, i giornalisti e le televisioni, inseriranno il nostro grido di aiuto, in questo contesto.

Il nostro blog non è certo il luogo per scrivere sulla riuscita della manifestazione e neppure quali numeri abbia mosso, invece possiamo dire che abbiamo fatto foto e vari filmati, quest'ultimi saranno messi on line, su youtube sul nostro canale: sevesfiviva;
il principale, cui abbiamo fatto riferimento per scrivere questo articolo, dove vi sono due interviste, una a Maurizio Bruschi, consigliere quartiere 5 ed un'altra alla signora Marisa Nicchi, che è stata onorevole nella passata legislatura, appartenente al Sinistra Democratica.

Terminiamo con un'ultima informazione: ricorderete le lettere che abbiamo spedito ai vari programmi televisivi, bene, hanno avuta una risposta, infatti siamo stati contattati da uno di essi e abbiamo avuta una interessante conversazione.
Naturalmente, se vi saranno sviluppi, sarete informati tempestivamente, anche per poterci organizzare.

giovedì 11 dicembre 2008

Meno male che c'è la Francia!

Un interessante pezzo del 26 settembre 2008 pubblicato su left (link all'articolo, basta cliccarci), che riporta, la decisione di due tribunali francesi di multare due aziende italiane: una di queste è la nostra (sic).
Il motivo?

È illegittimo chiudere uno stabilimento e licenziare i dipendenti, per trasferire la produzione in un altro paese dove la manodopera costa molto meno, se la ditta non è in passivo.

Sediver: vi ricordate la fusione e la chiusura che venne poi, fatta della fabbrica di Saint - Yorre, un lustro fa? La Francia non ci sta.
Non si lascia prendere in giro dalle grandi multinazionali. Si parla di una sanzione di 7,4 milioni di euro, per risarcire i dipendenti che sono ricorsi in appello. Dovrebbero essere 159 su 286, ma è logico che a questo punto anche gli altri, si accoderanno e quindi la cifra, sarà considerevolmente più alta.
È pur vero che siamo alla corte d'appello e manca la cassazione, cosa che certamente, la nostra beneamata non mancherà di ricorrere, ma è significativo pensare che in un paese accanto al nostro, vi sia un codice del lavoro che protegga, sia i lavoratori, che lo stato, impedendo alle multinazionali, di arrivare, sfruttare, spremendo come un limone il più possibile e poi dismettere, con la scusa del costo del lavoro.

La grandezza dell'imprenditore, a differenza delle finanziarie, sta nella sua flessibilità, nel suo mettersi in gioco di persona e di poter trovare, proprio in quelle situazioni di difficoltà, la strada dell'efficienza, del miglioramento, della rendita e nuove soluzioni.
Dove è tutto facile e spianato, non c'è crescita, non c'è margine per sviluppare, semplicemente non serve: sarebbe una fatica inutile.

Considerazioni sullo sciopero generale del 12-dic-2008

"
Art. 40.

Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.

"
[costituzione italiana]


Brevi considerazioni sullo sciopero di domani.
Abbiamo bisogno di togliere al nostro stipendio già impoverito altre ore?
Possiamo permettercelo?
Non sono domande a caso.
Certamente una manifestazione come quella che ci sarà domani, ci permetterà di avere una visibilità nazionale.
Il vero problema sta nel Rumore e non inteso come suono, ma il brusio politico di sottofondo. Noi siamo un'azienda come le altre, tra le altre e domani, avremo forse, la fortuna di passare qualche secondo davanti agli occhi dei telespettatori, ma assieme a tanti e saremo accomunati al tema della manifestazione, che non coincide, con i nostri bisogni.
Per carità, scioperare e manifestare è un diritto sacrosanto sancito dalla costituzione, come è stato scritto all'inizio di questo articolo.
Tuttavia, il nostro bisogno ha necessità di essere vox soli e non nel coro di questa tragedia che verrà messa in atto domani, a rappresentare la drammatica situazione italiana.
A questo c'è da aggiungere che non essendo stato concertato da tutte le forze sindacali, vi sono persone, che non si sentono rappresentate e perciò non lo faranno, con evidente indebolimento della nostra compagine.
E questo è un danno.

Gravissimo.

Picchettaggio di giovedì 11 dic 2008

Oggi abbiamo trovata la conferma delle indiscrezioni, da parte dell'RSU, sulle richieste dell'azienda: 110 dipendenti - al massimo - in cassa integrazione straordinaria.
Reazioni?
Dopo qualche ora, è stato deciso uno sciopero scaglionato, per formare un picchettaggio ed impedire l'accesso ai camion.
L'idea, di per sè, buona è stata vanificata nei fatti, per due motivi:

il primo: quando è stata messa in azione, i tir erano già entrati e quindi, tranne forse un povero trasportatore, che ha avuto sfortuna e si è presentato per entrare, chi era dentro, non si poteva tenerlo bloccato perchè sarebbe scattata una denuncia per sequestro del mezzo...

il secondo motivo, riguarda la cooperativa che si occupa del carico. Loro non si sono fermati, hanno lavorato indisturbati e quindi i risultati non sono stati quelli sperati, tutt'altro.

C'è da riflettere, sull'annosa questione della cooperativa. Giustamente, devono lavorare, ma la loro condizione è molto vicina alla coercizione e suscettibile di ricatti, non detti e non scritti.
La loro presenza, in questo momento è un punto di debolezza nelle azioni dei dipendenti.

Una proposta buttata lì:
organizzare un comitato ristretto di coordinazione, formato da rappresentanti di ogni settore, per poter analizzare e preparare delle azioni più efficaci, più rapide e incisive.

Una per tutte: le bolle di trasporto del materiale, perchè sono state fatte? Picchettare, è plateale, ma è anche una prova di forza che deve essere organizzato avendo la certezza della forza a disposizione, la sua intensità, la durata.
Spesso, farsi trascinare dall'emotività, comporta solo una perdita di tempo, al più, se non un peggioramento delle proprie posizioni.

martedì 9 dicembre 2008

Comunicati stampa qua e là

Eccovi a voi dei comunicati stampa del comune di Firenze, riguardanti il nostro luogo di lavoro. Sembrano molto interessanti.
Sono stati presi, utilizzando il suo motore di ricerca interno, da qui: Comune di Firenze, cliccarci per avere tutte le voci, anche quelle in formato pdf.
La formattazione è stata lasciata così come è, per non intervenire in alcun modo sul testo.

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Un’interrogazione in merito alla 'crisi della sede fiorentina di Seves Spa' è stata presentata dal consigliere di Fi-Pdl Massimo Pieri. “Dalla stampa – spiega il consigliere di Forza Italia -si apprende che la Seves, leader mondiale negli isolatori in vetro e in composito per il trasporto dell’energia elettrica e nella produzione di mattoni in vetrocemento, avrebbe disposto un piano aziendale che prevede la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento fiorentino e la cassa integrazione straordinaria per un anno”. “La Seves risulterebbe un’azienda solida - prosegue Pieri nell’interrogazione -che copre circa il 40% del mercato globale nel suo settore e l’assemblea dei lavoratori avrebbe deciso di proclamare lo stato di agitazione per contrastare l’ipotizzata intenzione di dimettere la sede fiorentina con conseguente perdita dei posti di lavoro. L’ azienda ha inoltre richiesto un cambio di destinazione d’uso del terreno su cui sorge lo stabilimento, ubicato in via Reginaldo Giuliani n.360, al fine di trasformare l’immobile da produttivo a residenziale”. A fronte di queste considerazioni il consigliere di Forza Italia vuole sapere 'se effettivamente la Seves ha richiesto al Comune di Firenze il cambio di destinazione d’uso del terreno e in caso affermativo.' Pieri chiede inoltre 'se l’amministrazione è a conoscenza dei piani aziendali di Seves e se intende valutare la concessione del cambio di destinazione d’uso, eventualmente richiesto, alla luce della salvaguardia dei posti di lavoro che potrebbero venirne compromessi'.(pc) Di seguito il testo dell'interrogazione INTERROGAZIONE Oggetto: interroga il Sindaco in merito alla crisi della sede fiorentina di Seves Spa Il sottoscritto Consigliere Comunale, appreso dalla stampa che la Seves Spa, leader mondiale negli isolatori in vetro e in composito per il trasporto dell’energia elettrica e nella produzione di mattoni in vetrocemento, avrebbe disposto un piano aziendale che prevede la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento fiorentino e la cassa integrazione straordinaria per un anno; appreso che nell’incontro del 16 luglio u.s. fra il coordinamento nazionale Seves e le organizzazioni sindacali non erano emersi problemi occupazionali tanto che l’azienda avrebbe annunciato l’intenzione di realizzare un nuovo forno nello stabilimento fiorentino; considerato che la Seves risulterebbe un’azienda solida che copre circa il 40% del mercato globale nel settore dei mattoni in vetro per architettura ed arredamento e che l’assemblea dei lavoratori avrebbe deciso di proclamare lo stato di agitazione, attivato a partire dalla data odierna con alcune ore di sciopero, per contrastare l’ipotizzata intenzione di dimettere la sede fiorentina con conseguente perdita dei posti di lavoro; appreso inoltre che l’azienda avrebbe richiesto un cambio di destinazione d’uso del terreno su cui sorge lo stabilimento, ubicato in via Reginaldo Giuliani n.360, al fine di trasformare l’immobile da produttivo a residenziale INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE 1) Se la Seves ha richiesto al Comune di Firenze il cambio di destinazione d’uso del terreno su cui sorge lo stabilimento al fine di trasformarlo da produttivo a residenziale; 2) in caso affermativo, se l’Amministrazione è a conoscenza dei piani aziendali di Seves e se intende valutare la concessione del cambio di destinazione d’uso, eventualmente richiesto, alla luce della salvaguardia dei posti di lavoro che potrebbero venirne compromessi. Massimo Pieri Firenze, 4 dicembre 2008

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Ecco l’intervento della capogruppo Prc Anna Nocentini in merito allo sciopero dei lavoratori della Seves: “I lavoratori della Seves sono scesi oggi in sciopero per protestare contro le decisioni assunte dalla proprietà contenute nel piano industriale presentato ieri alle organizzazioni sindacali: 20 dipendenti in mobilità e cassa integrazione per 87 operai per 12 mesi. Esprimono gravissima la preoccupazione per un piano che più che affrontare una situazione di crisi (peraltro non confermata dai dati in possesso delle OO.ss.) sembra gettare le premesse per lo smantellamento dell’attività e l’interesse della proprietà a dare il via ad un’operazione immobiliare molto più redditizia di quella produttiva. Vale allora la pena dare uno sguardo all’UTOE 1 del Piano Strutturale, l’unità territoriale nella quale è presente l’insediamento della Seves: già nella versione approvata lo scorso anno la caratteristica evidente in quella Utoe era la forte diminuzione di superficie destinata ad attività produttive artigianali e industriali, con una riduzione di oltre 73.000 metri quadri di superficie interessata, che veniva destinata per gran parte alla funzione residenziale (54.000 mq) e direzionale commerciale (10.000 mq), segnando così il destino di aree produttive verso aree residenziali. Ma nella proposta di adozione vengono ulteriormente modificate le quantità da destinare a residenziale (84.000 mq) con un incremento delle aree produttive da dismettere (30.000 mq): è pleonastico chiedersi se sia questa la risposta che la progettazione della città dà ai lavoratori della Seves. Dalla sintesi delle osservazioni e controdeduzioni a disposizione del Consiglio risulta che la Seves ha presentato un’osservazione al piano strutturale nella quale chiede di “modificare il tracciato della circonvallazione nord affinché non interessi l’area in oggetto affinché non siano pregiudicati l’attività esistente ed il futuro assetto di trasformazione; prevedere comunque la permanenza della direzione generale e degli uffici del gruppo nell’area”. L’Amministrazione valuta “pertinente e meritevole di accoglimento” l’osservazione al Piano strutturale presentata da Seves, pur rilevando che ci si troverebbe davanti ad un eccessivo carico urbanistico che non potrà comunque essere consentito in toto. Non è già in questo che dobbiamo cercare la risposta alle richieste dei lavoratori? La pianificazione del territorio segna il profilo della città non solo sul piano urbanistico ma anche, e di conseguenza, sulla vocazione stessa della città, sulle funzioni che si intendono sostenere e promuovere per la garanzia dei cittadini e dei lavoratori e uno sviluppo armonioso dell’intero tessuto urbano. Prevedere, ancor più nell’attuale situazione di crisi economica, la riduzione drastica della superficie da destinare ad attività produttive artigianali e industriali significa consentire agli obiettivi della rendita, tanto più che la situazione pregiata della zona, contigua alla collina e al sistema delle Ville Medicee, non potrà certo dare risposta al bisogno di alloggi popolari e sociali così sentito in città”. (pc)

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Per adesso è tutto, state sintonizzati!

È arrivato il foglio delle ferie: dal 12 gennaio 2009, fino al... 2010! L'accendiamo?


Finalmente
, è arrivata ai sindacati, la copia della richiesta di cassa integrazione da parte della nostra beneamata ...(puntini, puntini, puntini) ... beneamata.

Di certo non vi è nulla, in questo momento, tranne che riguarderà circa un centinaio di persone e durerà un anno.
Non sembra vi sia la richiesta di mobilità.
Come interpretarla?
Un paio vengono alla mente:
  1. è dedicata al personale del reparto delle prime lavorazioni e agli impiegati, lasciando gli uffici indispensabili, come la logistica, il magazzino e le seconde lavorazioni.

  2. sempre secondo il caro e vecchio motto - divide et impera - chiudere la zona produttiva e lasciare, in toto gli impiegati, per poterli, una volta soli, senza l'apporto dello "zoccolo duro" smembrare piano piano. Il pensiero di continuare a combattere per qualcun altro, fa sorridere, vero? È esattamente questo il trucco: un pezzettino alla volta. Non dimentichiamoci che le reali intenzioni sono di chiudere la fabbrica e di trasferire gli uffici in Francia.

Certo, che la seconda ipotesi, sembra proprio campata in aria: a monte di pezzi che stanno ad invecchiare sotto i tristemente famosi cubi - ma di chi è stata l'idea? Lo sapevano tutti che là dentro, si sarebbero resi inutilizzabili. Sarà il caso di invocare una mancanza di comunicazione? Mah... disse il sordo che ascoltava il muto. - vi sono degli ordini che devono essere soddisfatti, con materiale ex novo.

Molto più probabile la prima, anche se non è fondata da certezze. No?

Però, a pensarci bene, torna proprio poco questa richiesta: la cassa integrazione è data con difficoltà alle aziende davvero in deficit e noi, non lo siamo.
Dove è l'asso nella manica?
Oppure si vuole che venga respinta?
Purtroppo sono solo congetture oziose.
Domanda per tutti: cosa potrebbe comportare un rifiuto a questa benedetta cassa integrazione straordinaria?

lunedì 8 dicembre 2008

Comunicato stampa da osservatorioq5


Si riporta un comunicato stampa pervenutoci da osservatorioq5

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 05 Dicembre 2008

CASSA INTEGRAZIONE ALLA SEVES. SOLDANI, PETTINI, BRUSCHI (LA SINISTRA): "SITUAZIONE PREOCCUPANTE, SI ATTIVINO LE FORZE POLITICHE"

"La gravissima situazione che si sta prospettando per le sorti dei lavoratori dello stabilimento SEVES e il mantenimento di una delle più significative realtà produttive della città di Firenze è fonte per noi di grande preoccupazione. Questa drammatica situazione per le famiglie dei lavoratori e per la città intera richiede un'attenta riflessione ed azioni da parte dell'Amministrazione Comunale e delle forze politiche per quanto riguarda l'attuazione degli strumenti urbanistici che possono essere finalizzati alla tutela dell'area produttiva a fronte di evidenti intenzioni speculative".
È il commento di Luca Pettini (capogruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio), Anna Maria Soldani (gruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio) e di Maurizio Bruschi (capogruppo La Sinistra del Quartiere 5) che intervengono sulla crisi della SEVES.
I tre consiglieri intervengono anche sul commento rilasciato ieri dalla presidente del Quartiere 5.
"Sulle dichiarazioni della presidente del Quartiere 5 è bene precisare che ad oggi nel Piano Strutturale, con l'accoglimento delle osservazioni presentate dall'ex Amministratore Delegato del Gruppo SEVES, si va in tutt'altra direzione, aprendo la strada al mero inserimento di funzioni abitative senza alcuna garanzia per il mantenimento dell'occupazione - proseguono Pettini, Soldani e Bruschi -. Per questo i gruppi de La Sinistra del Quartiere 5 e del Consiglio Comunale, molto prima dell'apertura della crisi aziendale ed in tempi non sospetti rispetto al blocco del Piano Strutturale avevano, più volte e con forza, sollevato il problema della destinazione d'uso dell'area e della necessità di approfondimenti, prima dell'espressione di parere, per modificare quanto previsto dal PS per dare un segnale forte da parte dell'Amministrazione Comunale sulla necessità di mantenere i livelli occupazionali all'interno del territorio fiorentino o metropolitano". (uc)

per informazioni: osservatorioq5@yahoo.it

domenica 7 dicembre 2008

Divide et Impera, l'antico adagio è sempre attuale.

Cari colleghi,
in questi momenti di emergenza, rammentiamoci sempre il vecchio detto latino: DIVIDE ET IMPERA.
È lo stratagemma più semplice a cui appellarsi, quando chi sta al comando, vuole far perdere la coesione ai propri dipendenti.
Dove si può ritrovare questa strategia?
Per esempio, lasciando intendere che qualcuno si salverà e, chi è preoccupato, chi è disperato, allora chiuderà gli occhi all'evidenza e si aggrapperà anche all'irrazionale promessa, proprio di chi lo vuole licenziare.
Non pensiamo di avere doti particolari o di essere indispensabili: tutti sono utili, nessuno è indispensabile.
Non lasciamoci adescare da offerte, oggettivamente impossibili.
La realtà, cruda è:
le nostre attività rendono meno di una vendita dei terreni a qualche costruttore senza scrupoli.
Nel rispetto della legge e della non violenza, dobbiamo convincere, il nostro avversario che per esso sarebbe molto più costoso impegnarsi in una lotta, piuttosto che averci come alleati, per il bene comune.
Vi sono tantissime forme di lotta non violenta per far comprendere loro, il nostro messaggio ed il nostro compito, di tutti nessuno escluso, è proprio di scoprirle e metterle in atto.
Non cerchiamo umanità o comprensione in una finanziaria: non ce ne è.
I giornali sono pieni di notizie di stabilimenti chiusi e attività spostate all'estero. Il loro leitmotiv è: PROFITTO,
profitto,
profitto,
profitto. Perciò, ogni altro loro argomento è solo un orpello, un trucco da baraccone, una prestidigitazione per raggiungere il loro scopo. Dietro un sorriso amabile, c'è unicamente un utilitaristico gesto, imparato negli anni, una pieces teatrale, una commedia, anzi una tragedia, dove noi siamo il mezzo, il sacrificabile, l'agnello dell'olocausto.
Ricordiamoci sempre di leggere, dietro la faccia di quelle persone che si presentano come rappresentanti delle finanziarie il loro scopo ultimo, che attenzione, non è per nulla celato, non è assolutamente nascosto, ce l'abbiamo davanti agli occhi ogni giorno, ogni volta che vediamo un telegiornale, ogni volta che ascoltiamo le notizie economiche alla radio, ogni volta che leggiamo un giornale: tu mi servi per profitto e se posso ottenere di più, il tuo servirmi, sarà portato fino all'estremo, fino al licenziamento.

Ricapitolando:
  • quando ci diranno che noi, personalmente o il nostro ufficio o reparto non sarà toccato: stanno cercando di intaccare la coesione dei dipendenti.
  • Quando parleranno con i delegati dell'RSU o appenderanno fogli con informazioni diverse, da quelle dette poco tempo prima: stanno cercando di confonderci.
  • Quando parleranno ai singoli con mezze voci: vogliono far trapelare notizie di comodo per un fine, mai a pro nostro.

Lettera a MaurizioCostanzoShow e a MiMandaRai3

La traccia è la medesima di quella a Striscia:

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Salve,
siamo i dipendenti dello stabilimento di firenze della seves spa leader mondiale (40% del mercato totale) del settore vetrario, la quale ha uno stabilimento, per la produzione di pezzi di alta gamma, in un'area nel comprensorio fiorentino, vicinissima alla zona, centro dello scandalo che sta facendo tremare il sindaco e la giunta comunale.
Il valore commerciale della nostra area è di 50milioni di €, la nostra azienda è in attivo, anche se in flessione, ma le finanziarie che hanno la proprietà della seves spa, vogliono chiuderlo e mandare a casa 180 persone(cassa integrazione e per una ventina la mobilità); abbiamo fatto un blog e messo dei filmati su youtube ripresi nella nostra prima manifestazione di protesta.
I link sono: http://sevesfiviva,blogspot.com per il blog e su youtube - cercando il canale sevesfiviva, vengono fuori i filmati.
La chiusura e la richiesta della cassa integrazione è paradossale per una ditta che ha i bilanci ancora in positivo, tuttavia nel piano strutturale è comparsa una variante che indica il nostro stabilimento come edificabile ad uso civile: guarda caso...
Abbiamo chiesto aiuto ai sindacati, ma il nostro timore è che non basti.
Non ci torna come sia possibile che, nella crisi generale del lavoro, in Italia e nel mondo, la giunta abbia modificato il piano regolatore, quando anche il quartiere, dove si trova lo stabilimento, ha richiesto che questo terreno debba restare adibito ad uso industriale.
Certo, 50 milioni di euro fanno gola a molti, è una bella torta per tanti.
Se voleste aiutarci, potreste fare la differenza.
I tempi sono strettissimi, perchè parlano di fermare il forno in questi giorni e una volta fattolo, lo stabilimento morirà sicuramente e con lui le 180 famiglie.
Abbiamo bisogno della vostra voce.
Grazie
I dipendenti dello stabilimento Seves di Firenze

Lettera a Striscia la Notizia e ad AnnoZero

Questa è la lettera spedita a striscia la notizia e annozero, per chiedere loro di aiutarci. speriamo che possano intervenire.

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Salve,
sono un dipendente della seves spa leader mondiale (40% del mercato totale) del settore vetrario, la quale ha uno stabilimento, per la produzione di pezzi di alta gamma, in un'area nel comprensorio fiorentino, vicinissima alla zona, centro dello scandalo che sta facendo tremare il sindaco e la giunta comunale.
Il valore commerciale della nostra area è di 50milioni di €, la nostra azienda è in attivo, anche se in flessione, ma le finanziarie che hanno la proprietà della seves spa, vogliono chiuderlo e mandare a casa 180 persone(cassa integrazione e per una ventina la mobilità); abbiamo fatto un blog e messo dei filmati su youtube ripresi nella nostra prima manifestazione di protesta.
I link sono: sevesfiviva per il blog e su youtube - cercando il canale sevesfiviva, vengono fuori i restanti 3 filmati.
La chiusura e la richiesta della cassa integrazione è paradossale per una ditta che ha i bilanci ancora in positivo, tuttavia nel piano strutturale è comparsa una variante che indica il nostro stabilimento come edificabile ad uso civile: guarda caso...
Abbiamo chiesto aiuto ai sindacati, ma il nostro timore è che non basti.
Non ci torna come sia possibile che, nella crisi generale del lavoro, in Italia e nel mondo, la giunta abbia modificato il piano regolatore, quando anche il quartiere, dove si trova lo stabilimento, ha richiesto che questo terreno debba restare adibito ad uso industriale.
Certo, 50 milioni di euro fanno gola a molti, è una bella torta per tanti.
Se voleste aiutarci, potreste fare la differenza.
I tempi sono strettissimi, perchè parlano di fermare il forno in questi giorni e una volta fattolo, lo stabilimento morirà sicuramente e con lui le 180 famiglie.
Abbiamo bisogno della vostra voce.
Grazie

sabato 6 dicembre 2008

Dal sito cisl firenze

Questo è tratto dal sito della cisl a cui rimando per la lettura completa: cisl-firenze
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CislFirenze.it - Dettagli News
03/12/2008 - STATO DI AGITAZIONE ALLA SEVES:DOMATTINA PRIMO SCIOPERO E PRESIDIO CONTRO IL PIANO AZIENDALE CHE PREVEDE MOBILITÀ E CIGS
Guerranti: Le cose stanno purtroppo come temevamo. L’azienda va bene, un simile piano di lacrime e sangue si giustifica solo con la volontà di dismettere il sito, per cercare più profitti in altri paesi e sfruttare l’area, contigua a Castello, a fini immobiliari.

Dal sito cgil di firenze

Quanto segue è un estratto dal sito cgil a cui rimando per leggere tutto il resto: cgil-firenze


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E´ subito sciopero contro il piano dell´azienda
Seves, venti in mobilità 87 in cassa integrazione

ILARIA CIUTI da la Repubblica 4/12/2008

Sciopero di due ore (dalle 9 alle 11) e presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360. Questa la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati. Un piano che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento (che produce mattoni di vetro di alta qualità) e la cassa integrazione straordinaria per 87 operai e per dodici mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori. L´azienda risponde: misure inevitabili per la crisi.

Mobilità e cassa, sciopero alla Seves
Il piano dell´azienda allarma i sindacati: temiamo la dismissione

DUE ore di sciopero e di presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360, dalle ore 9 alle 11. È la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento che fa mattoni di vetro di alta qualità e la cassa integrazione straordinaria (quella che si usa per le ristrutturazioni) per 87 operai e per 12 mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori che hanno scioperato all´improvviso per andare a ascoltare i sindacalisti che illustravano l´incontro avuto con l´azienda martedì scorso su richiesta della Femca-Cisl. Un incontro in cui il sindacato aveva chiesto all´azienda di chiarire le cose, dopo che la proprietà, un fondo Usa e uno belga, aveva all´improvviso licenziato il presidente e l´amministratore delegato per divergenza di opinioni sulle strategie. Dopodiché si erano sparse voci che l´episodio non rappresentasse un semplice cambio della guardia ma preludesse al trasferimento della produzione altrove e alla chiusura dello stabilimento fiorentino in nome di una speculazione edilizia.

«Le cose purtroppo stanno proprio come temevamo - dice Massimo Guerranti, segretario della Femca-Cisl fiorentina - l´azienda ci ha presentato un piano da crisi profonda mentre in realtà è in attivo anche se leggermente in calo e solo per responsabilità dei fondi che, pur di estendersi, si sono lanciati in acquisti incauti. Il piano aziendale non si giustifica se non con l´intenzione del gruppo di chiudere per cercare margini di profitto ancora più alti altrove e per dare il via ad un´operazione immobiliare sull´area fiorentina, guarda caso contigua a Castello».

Precisa il segretario della Cgil di Firenze, Mauro Fuso: «Il cambio di destinazione d´uso di quell´area può avvenire solo contestualmente al mantenimento dell´occupazione e della produzione industriale. Ovvero solo se contemporaneamente lo stabilimento si trasferisce in un´altra zona, beninteso dentro i confini metropolitani».

La Seves cerca di attutire il colpo. Sottolinea che in cassa integrazione straordinaria andranno solo 87 dipendenti, quelli addetti all´area forno, e non tutti. Assicura di non pensare a nessuna speculazione edilizia, di volere restare a Firenze ma di avere solo necessità di smaltire gli stock del magazzino. Le misure, dice sono inevitabili a causa della grave crisi della divisione mattoni in vetro: vendite in calo del 32,5% e margine operativo in calo dell´83% negli ultimi due anni. Per questo e solo per questo, comunica la proprietà, è stata presa la decisione di fermare per 12 mesi la fase di produzione a caldo. L´azienda continua dicendo che il forno si fermerà il più presto possibile, compatibilmente con i tempi necessari per avviare il raffreddamento graduale. Quanto ai 20 che dovrebbero andare in mobilità, la Seves sostiene che sono in esubero rispetto alle attuali necessità della società.