sabato 13 giugno 2009

15/06/2009 - Incontro tra l'azienda e le organizzazioni sindacali

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Lunedì, 15 giugno 2009, alle ore 12.00 in Confindustria,
ci sarà un incontro tra l'azienda e le organizzazioni sindacali:
CISL, CGIL e UGL, oltre alle RSU, per discutere circa le proposte dell'azienda, riguardo ai finanziamenti della Regione, che dovrebbero essere erogati per far riprendere immediatamente l'attività lavorativa ed interrompere la Cassa Integrazione che, da mesi, sta pesando su 110 dipendenti.
Non ci aspettiamo la presenza dell'amministratore delegato Vincenzo Giori, ma saremo felici di essere smentiti.
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martedì 9 giugno 2009

……..e la verità viene a galla!!!

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Continuiamo con le notizie che non verranno mai diffuse attraverso gli organi ufficiali o, sono subito nascoste: riportiamo integralmente il seguente volantino, anche questo sparito nel giro di un paio d'ore.

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...e la verità viene a galla!!!


Sono passati 5 mesi dal giorno in cui un “ALTO DIRIGENTE” Seves, si è presentato al tavolo delle istituzioni dichiarando: “ lo stabilimento di Firenze è uguale agli altri e quello che si produce a Firenze lo si può produrre anche negli altri stabilimenti del gruppo. A Firenze, per 14 anni si è fatto finta di fare Qualità.”

Beh!!! Per chi non conosce la storia della Seves è facile credere a queste affermazioni, ma adesso, che ci sono dei dati certi, si può apprezzare come queste parole nascondano la verità: ovvero far passare la tecnologia e l’esperienza di Firenze sulla produzione del vetromattone maturata in questi anni come una BUFALA.

In questi mesi e nei prossimi giorni, negli stabilimenti del Brasile e Repubblica Ceca, saranno prodotti modelli di vetromattone specifici di Firenze.

I risultati sino a questo momento non sembrano i più esaltanti.

Vediamo il Brasile: è stata prodotta la campagna Pegasus. I risultati sono stati abbastanza soddisfacenti, ma appena sono tornati al loro prodotto standard, CHE MACELLO!!!!

Rese al 50% e qualità bassa.” Come mai”, ci si può chiedere?

Non sarà perché per produrre il Pegasus si era mandato in Brasile del personale di Firenze?

O perché quando sono tornati al loro standard questo personale era già rientrato in Europa?

Il Brasile era stato considerato un sito produttivo in rimessa per il mattone, e doveva essere chiuso da Giugno 2008, ( notizia che circolava a Firenze già dai mesi precedenti).

Ora, Giugno 2009 non si parla di fermare la linea mattoni, ma addirittura tutta la produzione vetro del Brasile ( isolatori e mattoni) per tempo indeterminato.

Facendo due conti, quanto sono venuti a costare quei mattoni Pegasus prodotti in Brasile?

Se già non era conveniente prima, sommandoci le spese delle trasferte del personale, le spese aeree, il costo degli stampi,ecc.ecc. la domanda è:

non conveniva mandare quello che c’è nei magazzini di Firenze, così si diminuiva anche lo stock, visto che già negli anni passati era stato mandato del prodotto da Firenze per il mercato Brasiliano?

Ma quello che è più importante, se non ci fosse andato il personale da Firenze, sarebbero veramente stati in grado di produrre Pegasus?

Passiamo alla Republica Ceca!

Azienda rilevata dal gruppo con rese e qualità basse, portato negli anni a rese elevate e qualità nel settore economi accettabili. DA CHI? Se non andiamo errati, dal personale di Firenze, che anno dopo anno sono stati là, ad insegnare e aiutare.

È stata aiutata anche diminuendo i modelli da produrre. Diminuendo i cambi formato è stato possibile aumentare le rese.

Adesso sta producendo (e dovrà ancora produrre) dei modelli per Neg, che dovevano essere fatti a Firenze.

Come è andata? Nonostante l’aiuto da Firenze di alcuni tecnici, le rese e la qualità è sempre bassa.

Vi sono dei giorni dove la produzione sarebbe tutta da rottamare.

È stato prodotto anche il terminale curvo Pegasus. Non potendolo saldare è stato incollato. A Firenze, si è investito più di 100.000 euro per la saldatura in linea, perché i costi di incollaggio sono altissimi: è un altro passo al regresso.

Dovrà essere prodotta anche una campagna di Moneo Trapezioidale,(altro modello di Firenze) e sempre con l’aiuto di tecnici di Firenze. Questa come andrà????


Tirando le somme; se Firenze è una BUFALA, perché è da Firenze che vengono mandati gli aiuti per la produzione negli altri stabilimenti?

Se gli “aiuti” non fossero andati, questa verità non sarebbe uscita prima?

Alla fine dei conti, tutto porta a dimostrare che Firenze lo si vuol privare di quello che ha di diritto, ovvero alla possibilità di ripartire al più presto e di ritornare leader nel suo settore come lo era e come lo è sempre stata.

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lunedì 8 giugno 2009

dieci domande dieci

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Qualche giorno fa, girava, per lo stabilimento un volantino, che è stato repentinamente distrutto, per fortuna, siamo riusciti a recuperarne una copia.
Ringraziando gli arguti e ignoti autori, ne riproponiamo il testo, integralmente, buon divertimento!

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10 DOMANDE PER IL PRESIDENTE


  1. Se gli stabilimenti sono giudicati sulla loro “economicità”, come mai la linea in Brasile continua a produrre nonostante non porti alcun contributo economico alla Divisione Mattone, come avrà potuto verificare anche dai risultati molto negativi del 2008?

  2. Se gli isolatori fermeranno le linee in Brasile e anche la linea mattone si fermerà, cosa dire dei soldi spesi per stampi e per le trasferte dei tecnici di Firenze per tentare di produrre il pegasus, quando questo poteva essere trasferito da Firenze riducendo lo stock?

  3. Perché in Repubblica Ceca non si riduce in maniera decisa l’enorme stock accumulato fermando lo stabilimento per almeno 3/4 mesi?

  4. Perché in Repubblica Ceca si ferma la linea a pressa doppia, la più efficiente come rapporto costo per pezzo e non una linea tradizionale, magari per un periodo più lungo?

  5. Come mai ci si mette tanto tempo per decidere di accettare l’aiuto delle istituzioni locali per ricostruire subito il forno di Firenze, lo stabilimento da sempre e anche nel 2008, più profittevole della Divisione Mattone?

  6. Se si pensa al futuro dello stabilimento di Firenze, come mai ha licenziato il direttore industriale preferendogli il direttore tecnico già da anni in pensione e molto più costoso per la Divisione?

  7. Se si pensa al futuro dello stabilimento di Firenze, come mai si insiste nell’utilizzare al Personale un anziano professionista a contratto e non si valorizza la capace risorsa interna?

  8. Se si pensa al futuro dello stabilimento di Firenze, perché si insiste a produrre in Repubblica Ceca i prodotti di Firenze con pessimi risultati qualitativi e quantitativi, nonostante il supporto continuo di tecnici di Firenze?

  9. Se si pensa al futuro dello stabilimento di Firenze, come è possibile mettere la Divisione Mattone nelle mani di un’intera famiglia ( padre, figlio, figlio) con una scelta manageriale perlomeno imbarazzante?

  10. Da un lato si fanno interviste roboanti al Sole24 Ore, annunciando investimenti per 100mil. di euro nei prossimi tre anni, mentre voci sempre più insistenti parlano di una situazione finanziaria molto critica: qual è la VERITÀ?

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Un'altra voce fuori dal coro, per fortuna...

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Inseriamo qui un articolo di Ornella De Zordo.



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mercoledì 3 giugno 2009

Evviva il 3 giugno...

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SEVES: ENNESIMA PRESA PER I FONDELLI DEI LAVORATORI!

Oggi, 03 giugno 2009, si è tenuto in Provincia l'ennesimo incontro tra i dirigenti Seves, i sindacati,
le RSU, i lavoratori e le Istituzioni, per discutere il futuro dello stabilimento di via Reginaldo
Giuliani.
Dopo l'importante dichiarazione fatta da Nencini, sulla possibilità di finanziare con denaro pubblico (fondi regionali) la ricostruzione del forno, ci aspettavamo che Seves, cogliesse al volo l'inaspettato aiuto.
Quello che invece è venuto fuori dalla riunione, è che la direzione, sarebbe disponibile a rifare il
forno condizionandolo però alla ripresa del mercato ed al raggiungimento di livelli di stock di prodotto finito di 2,3 ml per la ripartenza.
Questa posizione di Seves è assolutamente inaccettabile!

I soldi pubblici che l'azienda potrebbe ricevere dalla Regione, devono essere utilizzati, innanzitutto per ridurre la pesante decurtazione economica che i lavoratori stanno subendo, uscendo subito dalla cassa integrazione.
Per fare questo è indispensabile che inizino, immediatamente, i lavori di ricostruzione del forno ( sono necessari 3 mesi per il rifacimento del forno, dovendo ricevere diversi materiali non presenti attualmente in stabilimento) in questo modo, il “preriscaldo” del forno potrebbe essere effettuato già nel mese di settembre, dopo BEN sette mesi di cassa integrazione!

Va sottolineata che la proposta dell'azienda di condizionare il rifacimento e l'accensione dl forno, all'andamento del mercato e al conseguente ridimensionamento dello stock, determina tempi MOLTO più lunghi di quelli già respinti in partenza delle trattative, dalle organizzazioni sindacali e cioè, settembre 2010.

Mentre infatti, settembre 2010 – data improponibile - è comunque data certa, legare il tutto al
mercato, significa accollarsi una scommessa non accettabile, visto che le risorse finanziarie sono pubbliche.

Come è pensabile, infatti, ricevere denaro pubblico e mantenere in cassa integrazione i lavoratori, quando nello stesso tempo, in Repubblica Ceca, si continua a produrre , nonostante,
l'enorme stock di prodotto standard, accumulato in eccesso, sia di oltre 5 mesi quello necessario.
In Repubblica Ceca, quindi, l'azienda, non ha alcuna fretta di ridurre lo stock, cosa che invece
avviene a Firenze e per di più, continua a trasferire, presso quello stabilimento, prodotti di Firenze, che lasciati da noi, consentirebbero una ripresa immediata dell'attività produttiva.
Siamo quindi ancora molto lontani dal raggiungimento di un accordo trasparente e accettabile per tutti, ricordando che lo stabilimento di Firenze non è in crisi ma è fermo, solo perché la direzione ha privilegiato gli impianti della Repubblica Ceca e del Brasile ( da sempre in passivo).

venerdì 29 maggio 2009

Riflessioni attorno al 3 giugno 2009

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Siamo arrivati in prossimità delle elezioni comunali e provinciali.
Vestar Ergon e Athena, alle prese con la, oramai cronica, mancanza di fondi, stanno cercando di annaspare a destra e sinistra per nascondere quello che tra breve sarà evidente a tutti: non ci sono più soldi.
Anche se millantavano sul Sole24 Ore di qualche tempo fa, di avere 100 milioni di euro da investire in 3 anni...
Ah, bei tempi quelli!
Al buon Giori, bastava alzare il telefono, chiamare il giornalista di turno e raccontargli tutte le fole, che i suoi datori di lavoro, le finanziarie, gli avevano fatto imparare a memoria.
Sembra sia trascorsa una vita e invece sono passasti solo poche settimane.

Anche il contributo regionale promessoci dall'assessore Nencini, ha, per loro, la valenza di un tentativo di prendere tempo.
Molto probabilmente, il 3 giugno accetteranno la proposta per attingere al finanziamento della Regione, ma unicamente, per fermare la campagna di informazione mediatica che stiamo facendo, a tutti i livelli.

Come possiamo fidarci di costoro?

Dobbiamo chiedere, anzi ESIGERE, il rifacimento del forno, immediatamente, appena verrà firmato l'accordo con la Regione.

Non dobbiamo MAI dimenticare, che non abbiamo di fronte, degli imprenditori, ma un paio di pensionati al soldo di entità che barattano l'economia reale e la vita delle persone, per dei movimenti di banca.
Entità che non si sono fatte scrupoli nel decidere la nostra chiusura.

Adesso sono allo scoperto.
Impediamo loro di trovare anche la minima scusa per sfuggire le responsabilità che si DEVONO assumere.

Non fermiamoci e non arrendiamoci.

Continuare ad apparire sui giornali, sulle televisioni e sulle radio, è, forse la migliore arma che abbiamo a disposizione.
Dobbiamo fare in modo che tutto il mondo sappia che VESTAR, ATHENA e ERGON, sono delle società infide, da isolare e allontanare.

Mostrare a tutti, gli imprenditori, in primis, che chiedere un finanziamento a costoro, significherebbe suicidarsi.

Possiamo dimostrarlo: abbiamo la nostra storia a testimonianza.

Non dimentichiamo noi stessi.
Non lasciamoci prendere dal buonismo e dalla pazienza.

Continuiamo con il presidio ad oltranza.
Con le interviste
e le attività di protesta.

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mercoledì 27 maggio 2009

"IL PROBLEMA DELLA SEVES E' LA CGIL"

LAVORO: DONZELLI (PDL) "IL PROBLEMA DELLA SEVES E' LA CGIL"

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LAVORO: DONZELLI (PDL) "IL PROBLEMA DELLA SEVES E' LA CGIL"
"La CGIL sulla vicenda Seves pensa a fare politica e non a difendere i lavoratori" Attacca Giovanni Donzelli dirigente nazionale del PDL
"La scorsa settimana il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, su sollecitazione mia e del candidato sindaco Giovanni Galli ha incontrato i lavoratori della Seves. In seguito al colloquio, a cui erano presenti anche i rappresentanti della RSU di fabbrica, Viespoli ha offerto la disponibilità del Governo ad aprire un tavolo avente per obiettivo la salvaguardia dell'impianto produttivo fiorentino. Gli operai hanno ringraziato e i rappresentanti sindacali hanno assicurato che avrebbero avanzato richiesta formale al Governo."
" Sulle colonne del quotidiano l'Unità di sabato 23, il segretario della Filcem Cgil fiorentina Luca Paoli ha dichiarato, invece, che la proposta del Governo è ridicola. Paoli ha trasformato i fatti inventando di sana pianta che il Governo vorrebbe solo far approvare la cassa integrazione straordinaria." Prosegue Donzelli.
"In queste ore alla Seves sembra che i delegati della RSU, richiamati all'ordine da Paoli, si stiano rimangiando la volontà di accettare la proposta di aiuto del Governo. Sarebbe un vero peccato, sarebbe la conferma che l'anello debole della vicenda Seves sono proprio i sindacati"
"Paoli prefersice far chiudere l'azienda piuttosto che accettare l'aiuto proveniente dai rappresentanti locali e nazionali del centrodestra. Una vera e propria speculazione politica di Paoli e della CGIL ai danni dei lavoratori. Il problema principale della Seves è proprio la CGIL. Il principale sindacato di sinistra in tutta questa vicenda è stato eccessivamente debole nelle settimane in cui era in atto il tentativo di speculazione urbanistica. Non ricordiamo una sola parola della CGIL contro l'ostinazione del PD fiorentino che nel piano strutturale voleva trasformare l'area della Seves in area abitativa. In tutta questa vicenda abbiamo visto la CGIL poco combattiva, addirittura abbiamo visto la CGIL accettare supinamente e in silenzio la scelta antisindacale dell'azienda di rimuovere gli striscioni di protesta dei lavoratori. Il collatelarismo tra la CGIL fiorentina, il PD e i poteri forti della città indebolisce pesantemente il ruolo del sindacato. Spero che i lavoratori impediscano ai propri rappresentanti di fare politica e li convincano ad occuparsi della necessità di salvare l'azienda e il lavoro, anche a costo di accettare l'intreresse e l'aiuto che viene dal Governo e dal centrodestra fiorentino." Conclude Giovanni Donzelli

martedì 26 maggio 2009

Presidio


Come concertato nella settimana scorsa, il presidio permanente e gli scioperi a scacchiera stanno movimentando la sonnacchiosa vita di SEVES.
Ergon, Vestar e Athena, forse riusciranno a chiudere lo stabilimento, ma noi cercheremo di essere il boccone più indigesto che abbiano mai provato ad ingurgitare.
In fondo anche le locuste, gli squali, possono trovare pane per i loro denti.

Per ultimo ma non da ultimo, inseriamo le immagini degli striscioni che, ignoti dal cuore d'oro, hanno appeso, per mostrare la loro solidarietà con i lavoratori di Seves.

sabato 23 maggio 2009

Dall'assemblea del 22 maggio 2009

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All'assemblea avvenuta alla casa del popolo, alle 17,30 di venerdì, oltre al coordinamento per le forme di lotta sindacale e la richiesta di preparazione della lettera da inviare al Sottosegretario al Lavoro Viespoli, le RSU presenti, ci hanno confermata la notizia che esiste un piano, all'opera da mesi, di chiusura dello stabilimento di Firenze.
Quest'informazione era nota negli stabilimenti del gruppo all'estero ed è trapelata anche a noi.

Adesso, abbiamo la possibilità di utilizzare una chiave di lettura, precisa, riguardo i comportamenti, apparentemente contraddittori della Seves: servono solo per non farci prendere dal panico e soprattutto per impedirci di attuare le contromisure adeguate.

Il povero Giori e il simpatico Picchiotti, si comportano, a guisa di quei saltimbanchi che si vedono nei teatrini delle marionette, con la differenza che non fanno ridere, ma portano alla rabbia e alla disperazione.

Non è piacevole sapere che il primo si intascherà qualche centinaia di migliaia di euro per essere riuscito a farci chiudere ed il secondo, probabilmente poco meno.

No, non è assolutamente bello, anzi.

Ira, furore, collera, rabbia, stizza ma anche sdegno e indignazione, sono sentimenti che sgorgano e trovano facile terreno, nel deserto della disperazione.

Vedervi con quel sorrisetto pacato, con la sicurezza di chi è squalo ed alle spalle ha le locuste pronte a distruggere la vita delle persone, non porta a rasserenare gli animi ma ad infiammarli, soprattutto ricordando che il Giori ha sempre vantato la trasparenza e la sincerità.

La invitiamo, caro Giori e invitiamo anche lei carissimo Picchiotti: scenda di nuovo giù davanti ai cancelli a ripetere quello che aveva detto il 2 aprile.
Venga, che le faremo l'applauso.
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venerdì 22 maggio 2009

I dipendenti Seves incontrano il senatore Viespoli

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Oggi, nei locali del Comitato di Galli, in viale Spartaco Lavagnini 24, abbiamo incontrato il senatore Viespoli, sottosegretario al lavoro.
Una nota di ringraziamento va al consigliere comunale del PdL Giovanni Donzelli, che ci ha sempre seguito ed ha permesso questo evento importantissimo.

Il sottosegretario, dopo averci ascoltati, si è reso disponibile ad aprire un tavolo delle trattative, governativo, tra noi dipendenti e il management, [Vestar, Ergon e Athena], qualora noi lo ritenessimo opportuno.

Non possiamo che essere d'accordo con una sua frase, ne riportiamo il senso:
"quando la finanza prende il sopravvento sull'economia reale, divora tutto, lasciando solo povertà".

Abbiamo un compito, preciso ora: scrivere, tramite i soggetti ufficiali e cioè le RSU, la richiesta, al ministero del lavoro.
Venerdì 22 maggio 2009, all'assemblea, dovremo stringere i tempi per inviarla al massimo entro l'inizio della settimana prossima.

Obbiettivamente, siamo davvero soddisfatti della piega che stanno prendendo le trattative, perchè da adesso, la nostra situazione sarà sotto l'attenzione delle istituzioni nazionali.

Da parte dei lavoratori, c'è sempre l'obbligo di non abbassare la guardia e di trovare ogni occasione per far conoscere come le locuste VESTAR, ERGON e ATHENA, si stanno comportando nei confronti delle aziende sane.

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mercoledì 20 maggio 2009

Assemblea del dopo incontro del 19 05 2009

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Le RSU e i sindacati hanno riportato i fatti accaduti nell'incontro di ieri con la Seves:

nessuna novità riguardo a reali cambiamenti di rotta da parte del management. I rappresentati dell'azienda erano i soliti Picchiotti e Bertini, con la mera funzione di ripetere a pappagallo le istruzioni date loro, da Vestar e Ergon, senza alcun mandato o autonomia.

Giori non si è fatto vedere, naturalmente.

Il punto focale si è incentrato sulla data del rifacimento del forno e sulla mancanza di liquidità, oramai assodata, di Seves. [cfr Sole24ORE]
L'assessore Nencini,suggerito alle parti, anche la probabile disponibilità del fondo di 50 milioni di euro della Regione Toscana, che permetterebbe un prestito agevolato per avere quel denaro che manca per il forno e permettere allo stabilimento di Firenze di ripartire.
L'azienda, come risposta, ha chiesto un ulteriore incontro, in data 3 giugno, per avere il tempo di valutare la situazione.

Come dipendenti, non possiamo che prendere atto di questo ulteriore tentativo di nascondere le loro reali intenzioni, dietro mezze risposte.

Durante lo svolgimento dell'assemblea è venuta fuori una notizia, un rumors, come direbbe il Giori, che l'accordo tra le maestranze tedesche di una cessione ad un imprenditore locale di Solaris è saltato, perchè, Seves, non è in grado di pagare la trasformazione promessa e, questo è peggio, che c'è un altro attore, interessato al comparto vetromattone di Seves e al marchio:
Pittsburgh Corning, americano, vorrebbe entrare nel mercato europeo, che vale, annualmente, 30 milioni di pezzi.
I suoi agenti, sono adesso, nel nostro stabilimento della Repubblica Ceca, Vitrablock, per studiare le caratteristiche e valutarlo per il probabile acquisto.

Non sono semplici voci, rumors poichè hanno avuta puntuale conferma nel pomeriggio.

Il piano, anzi, il nuovo piano delle finanziarie è già svelato:
  • regalano Solaris, che non avrà, così, bisogno di conversione e non perdono gli oltre 10 milioni di euro,
  • vendono Vitrablock,
  • chiudono Firenze e vendono il terreno, ricavandoci 13-15 milioni di euro.
  • Vendono il marchio "seves glasblock".
In totale riusciranno a raggranellare al massimo 40-50 milioni di euro.
Troppo poco per il debito di mezzo miliardo di euro che sono riusciti a fare!
Chissà se le banche saranno d'accordo.

L'assemblea è durata un'ora e mezza - retribuita-, quindi è continuata per un'altra ora, con la modalità dello sciopero. Purtroppo, è doveroso notare che un gruppetto di dipendenti, piuttosto che sacrificare il proprio tempo e perdere quei 60 minuti dal salario, ha preferito tornare al lavoro e non seguire il resto della riunione, che comprendeva la votazione riguardo alle soluzioni e le iniziative da mettere in pratica, fino al 3 giugno.

Gli obbiettivi sono:
  1. Sciopero giornaliero a scacchiera di un'ora tra gli uffici e i reparti, ogni giorno, secondo modalità originali e curiose, per esempio: dalle 9 alle 10, tutti quelli di un dato segno zodiacale, si asterranno dal lavoro e così via.
  2. Blocco del materiale, come stampi, pistoni, che vengono portati all'estero.
  3. Volantinaggio con riferimenti espliciti alle finanziarie.
  4. Sollecitare i media ogni giorno e stimolarli a parlare di noi.
  5. I dipendenti in cassa integrazione utilizzino il proprio tempo per azioni di picchettaggio e sit-in in luoghi strategici.
L'assemblea ha votato a larga maggioranza le risoluzioni, con solo 3 astenuti.

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venerdì 8 maggio 2009

Dalla lista civica 5 Stelle

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Ci è pervenuta una email dalla lista 5 stelle, quella vicina a Beppe Grillo, la riportiamo così com'è.
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Sono mesi che i lavoratori della Seves di firenze vivono forti preoccupazioni sul loro futuro.Dopo l'improvvisa estromissione del management storico,si è cominciatoa temere cambiamenti importanti nella strategia industriale del Gruppo oltre che sul futuro dello stabilimento. Che ci si volesse concentrare solo sul settore degli isolatori cedendo il mattone,era un timore subito circolato nei corridoidell'azienda ma sempre smentito a parole.Anche qualche settimana fa il nuovo Presidente ,intervenuto sui cancelli dell'azienda durante un presidio sindacale,ad una precisa domanda su come mai diversi giornali parlando della nuova nomina descrivevano il gruppo come operante sul solo settore degli isolatori dimenticando il mattone di cui Seves è pur sempre leader mondiale,rispondeva trattarsi di un refuso.

SOLTANTO QUALCHE SETTIMANA DOPO in un articolo del sole 24 del 19 aprile chiaramente ispirato dall'azienda,viene la conferma dell'intenzione di cedere il mattone(!!!!) e quindi anche dello stabilimento di Firenze dove ha sede anche il quartier generale del Gruppo..o meglio dove aveva sede sino a qualche mese fa visto che da novembre sono stati allontanati più della metà dei dirigenti in forza a Firenze!!! La cessione del mattone significa inevitabilmente lo spostamento della testa di quello che sino a poco tempo fa era un gruppo multinazionale italiano dall'Italia all'estero!!!

Come mai Regione Provincia e Comune non palesano il loro disappunto per questo ormai prossimo scippo?.

E come mai mentre si dice sempre nello stesso articolo che sono pronti 100 mil.di euro di investimenti nel settore degli isolatori non sitrovano 2 mil.per rifare subito il forno di Firenze.?

E come mai si dice che sono pronti 100 mil.se nell'art.del sole 24 di domenica 3 maggio si parla di Seves come di una azienda in pesanti difficoltà finanziarie(400mil.di euro!!!)che deve trovare il sostegno delle banche creditrici se vuole sopravvivere?
Ma le banche italiane creditrici sono contente di questo spezzatino che porterà inevitabilmente la testa del Gruppo fuori dall'Italia?

Intanto il famigerato piano industriale slitta di settimana in settimana nell'indifferenza generale pur essendo ormai nota la proposta dell'azienda di ricostruire il forno nel settembre 2010 cioè quando tutto il personale tecnico se ne sarà andato e dunque si dovrà solo certificare il decesso dello stabilimento,con grandes oddisfazione degli interessi immobiliari sull'area.
Ma se si vuole vendere perché stando ad un articolo apparso sulla repubblica, la proprietà ha respinto l'offerta del precedente amm.del., che da indiscrezioni che circolano tra i lavoratori,ricostruirebbe immediatamente il forno facendo terminare la cigo entro l'estate?

Come mai le istituzioni ,i sindacati non approfondiscono la cosa,lasciando i lavoratori nello sconforto?

Signori siamo di fronte a dei finanzieri che sono disponibili a delocalizzare le attività dello stabilimento più profittevole del mattone in Rep. Ceca lasciando sul lastrico 180 famiglie!!!!

Ma tutti non dicono oggi basta alle speculazioni finanziarie e ripartiamo dallavoro,quello vero?

ALLORA RIPARTIAMO SUBITO E NON TRA UN ANNO DAL FORNO DELLO STABILIMENTO DELLA SEVES DI FIRENZE!!!!!!
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martedì 5 maggio 2009

Dal Sole24 ORE di Domenica 3 Maggio

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Purtroppo, le difficoltà finanziarie delle Seves, non si possono nascondere con qualche articolo rilasciato ai giornali.
Quando il nostro beneamato Giori, affermava che il gruppo, aveva 100 milioni di euro da investire per il comparto degli isolatori, forse, per un ritorno alla memoria, si sarà confuso con le lire e avrà voluto intendere che l'azienda aveva 100 milioni delle care e vecchie lire, da investire, quindi 100mila euro.
Naturalmente, ancora una volta, la colpa è dei giornalisti!
Una riflessione è d'obbligo: con lei, i giornalisti sono tremendi! E lo stesso le agenzie di stampa, sempre a scrivere che SEVES è negli isolatori.
Isolatori, qua,
isolatori, là,
isolatori, su,
isolatori, giù.
Una persecuzione!
Quasi che lei il vetromattone, non riesca a digerirlo.
Stia tranquillo, ci farà l'abitudine, non è poi male, sa?

Tornando in tema, nel SOLE24 ORE, di Domenica 3, c'è un articolo che riguarda anche le nostre finanziarie: VESTAR e ERGON.

Pensi un po', mentre lei si fa intervistare, dicendo che ha 100 milioni di euro da investire, queste poverette, vanno dalle banche creditrici: BANCAINTESA, UNICREDIT e BNP, a rinegoziare il debito - 400 milioni di euro - cui non sono in grado di fare fronte.

Ora, ci sono delle cose che non tornano:

o lei viene tenuto all'oscuro dal suo staff e dai suoi superiori - che sono gli azionisti di maggioranza,

o lei sa tutto e rilascia interviste per tranquillizzare ( le banche...? )

Perchè non spiega come riuscirà a trovare questi 100 milioni, che SEVES non possiede?
Domanderà agli istituti creditori, altri soldi?
Facendo un po' di conti: 400 + 100 = 500, mezzo miliardo di euro.
Arriviamo a MEZZO MILIARDO di euro di debito?
E quelle saranno disponibili ad erogarglieli?

Ancora: la sua intervista Dal Sole 24 ore del 28 04 2009 - pag. 22 è una boutade... ? Ah, per chi non conoscesse il francese, vuol dire: battua spiritosa.

Qui di seguito, alleghiamo l'articolo del SOLE24 ORE di domenica 3 aprile 2009

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Secondo Incontro in Provincia

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Ieri c'è stato il secondo incontro e sfortunatamente, il nostro amministratore delegato, Giori, non si è fatto vedere, lasciando a Picchiotti, l'onere di dirimere la difficile impresa di portarci, buoni buoni, fino alla cassa integrazione straordinaria, mansueti come agnellini, promettendo e lasciando intravedere, barlumi di intesa, possibilità di ritornare sui propri passi.
Bravo.
Davvero un professionista.
Chissà quanti anni avrà trascorso nelle aziende come direttore del personale interagendo con i sindacati e le rsu.
Così bravo da essere riuscito a prendere un'altra settimana di tempo, per dare un'ulteriore data per incontrarsi e rispondere alle osservazioni fatte dai sindacati sul loro cosiddetto piano industriale...

E pensare che Giori aveva promesso, il 2 di aprile che avrebbe fatto il piano, in pochissimi giorni e che il 15 di aprile, lo avrebbe presentato!
A tutt'oggi, non si sa nulla di certo e, si andrà al 15 sì, ma di maggio, ad essere fortunati!
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venerdì 1 maggio 2009

Piano industriale

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Oggi è il primo maggio, festa dei lavoratori.

In queste ore, c'è chi non si ferma, ma sta analizzando la trentina di fogli scritti, che la Seves, ci ha fornito, avendo avuto anche il coraggio di chiamarlo Piano Industriale.
Sarebbe interessante darne una copia alle banche, per sentire il loro parere, ma non è possibile e sapete perchè?
Perchè, la direzione, ha voluto che venisse firmata una nota di riserbo!
In parole povere, questo piano industriale non dovrebbe essere noto a nessuno, tranne a pochi.

Strano, no?

Ma non era il Giori, che diceva che avrebbe fatto tutto con la massima trasparenza?
Tutto alla luce del sole?

C'è una risposta, una sola che ci viene in mente:

absurd comical derisible farcical foolish laughable risible ridiculous ridicule,

che in italiano vuol dire: RIDICOLO!

Mentre il Sole24 Ore, elogiava il "beneamato" per la velocità con cui aveva redatto il piano industriale, ecco che a noi, questo signore, ci elemosinava, nelle stesse ore, una serie di slide... slide in inglese vuol dire diapositive - come direbbe qualcuno - con dati arbitrari, cercando di adulterare i significati, le conseguenze e il reale stato di salute del nostro stabilimento, del comparto vetromattone.

No, la trasparenza non funziona in questo modo.

Il piano industriale non è stato inserito in quelle pagine.

Dovrebbe sapere il Giori, che un piano industriale è fatto in questo modo:
  • un budget, che è la previsione del numero dei mattoni venduti per gli anni a venire, per esempio il 2009 e la loro tipologia,
  • la capacità di produzione dei singoli stabilimenti e
  • l'adeguamento al budget da parte degli stabilimenti e cioè decidere se incrementare le linee o fermarle, se chiudere questa o quella fabbrica.
TUTTO QUI.
È SEMPLICISSIMO.

Se avesse dei problemi basta andare su google e cercare, troverà tutti i tutorial del caso... anche in inglese, se preferisce.

Certo che è strano che un amministratore delegato, abbia delle carenze simili,

a meno che non siano volute.

A meno, che non cerchino di fare leva sulla presunta ignoranza degli interlocutori.

La trasparenza lei non sa neppure dove si trovi di casa, caro Giori, ma Seves sta accanto a via di Collodi e di bugie, siamo esperti, lei dimentica che è nel quartiere di Pinocchio!


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martedì 28 aprile 2009

Dal Sole 24 ore del 28 04 2009 - pag. 22

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Purtroppo, mentre i vertici aziendali, erano impegnati nel difficile confronto con le rappresentanze sindacali, le rsu e la provincia, nel descrivere il loro piano industriale: si parla della ripresa delle attività nel settembre del 2010 [sic] e quindi l'inizio del rifacimento del forno, intorno al giugno, sempre del 2010,
il Sole24Ore, pubblicava un articolo sul "piano di rilancio per Seves".
Un'intervista, da parte di Cesare Peruzzi, al nostro benemerito Giori.
Leggiamolo insieme, sorvoleremo i punti riguardanti gli isolatori, ma in calce inseriremo l'articolo integrale.

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FIRENZE

Cento milioni d'investimenti nel triennio 2009-2011; consolidamento della leadership negli isolatori per l'energia elettrica (60% del mercato mondiale di quelli in vetro e 20% di quelli in porcellana); riorganizzazione e rilancio entro il 2010 del comparto che produce mattoni in vetrocemento ( 30% delle vendite a livello globale), con la prospettiva poi di cederlo.


Con tutti questi soldi da investire su di noi, riuscirà il nostro Giori a trovarne almeno un paio - due milioni - per il forno fusorio? La prospettiva di cedere il comparto GlassBlock, non è entusiasmante, dato che fino all'agosto del 2008 era, un tassello importante della strategia del gruppo, nonostante le disparità di quote del fatturato complessivo.


Scenario diverso per il vetrocemento. Nei magazzini di Firenze, dov'è basato uno dei principali impianti di produzione del comparto, ci sono 27 milioni di mattoni invenduti perchè il mercato dell'edilizia è fermo. Più di 80 persone in cassa integrazione nel capoluogo toscano (su 170) e quasi il doppio in Germania, il cui impianto però è "destinato a essere ceduto."

Va bene che i giornali devono esagerare, ma 27 milioni di mattoni... Diciamo che il giornalista si è confuso. Il numero di pezzi che si trova nei magazzini fiorentini è circa OTTO milioni, notare bene la differenza di circa 3,4 volte meno e, tanto per spiegare correttamente, abbiamo una giacenza che è un po' più del doppio rispetto a quella normale, che è di 3,2 milioni di pezzi. Il mercato è fermo, dice il caro Giori; forse non legge i rendiconti mensili? Dal nostro stabilimento, partono circa 400mila mattoni al mese, sarà fermo, ma intanto noi vendiamo. Invece, Solaris, che è la vetreria tedesca, non è da contare perchè è già stato trovato un imprenditore che subentrerà a Seves, ma queste sono cose note, che o Giori o Peruzzi si sono dimenticati di dire, chissà perchè!

" Non abbiamo alcun progetto immobiliare per il sito di Firenze " - puntualizza Giori - . " Stiamo definendo le cose da fare, ma vogliamo mantenere gli impegni sul nuovo forno, che sarà realizzato, e riportare il comparto a livelli adeguati di redditività, per poi valutarne la possiblie cessione".


Dire che non avete progetti immobiliari, non vuol dire che non venderete il terreno così com'è: lo sanno tutti che vale decine di milioni di euro; non faccia giochi con le parole, suvvia! "Gli impegni sul nuovo forno", dice?
Ed ai sindacati, cosa ha raccontato stamane?
Non ha detto che vuole riprendere l'attività a Firenze, a settembre 2010?
Intanto i dipendenti, passeranno allegramente dalla cassa integrazione ordinaria alla straordinaria e poi?
Lo sa che si sarà svuotato il magazzino per quel periodo ed allora, cosa faremo? Non le sembra che la sua matematica, sia un po' differente da quella del resto del mondo? Le scriviamo la soluzione: 400mila al mese X 12 mesi = 4milioni di pezzi in meno - e siamo stati generosi con le approssimazioni per difetto! Resterebbe il quantitativo normale di pezzi. Solo che così facendo, arriveremmo alla fine del 2009, mentre lei vuole attendere un altro anno, tutto il 2010. Va bene, ci ha raccontato ancora una volta una frottola - quella di riprendere le attività... - grazie, cosa abbiamo fatto per meritarci tanto onore. Ma tornando alle sue parole, perchè dire: "stiamo definendo"? Sono ben 4 mesi che è in Seves e ancora non sa cosa fare? Si rende conto che il suo messaggio è: "non sappiamo che pesci prendere? " Supponendo che invece lei abbia già il suo piano, allora si potrebbe dire che questa intervista è una farsa, una delle tante che sta sciorinando a destra e a manca, per buttare fumo negli occhi a tutti gli altri attori della vice
nda. Ma chi sono? Ragionandoci un poco, vengono in mente questi: i sindacati, le rsu, i dipendenti, il quartiere, le banche creditrici - tasto dolente, vero? - l'opinione pubblica e i politici. Ecco il motivo di tutto questo parlare.


Seves, nata da un management buy-out di Vetroarrdo nel 1997 e dall'integrazione con Sediver (2002), Ppc insulators e Isoladores Santana (2007), punta sul business dell'energia elettrica. E si prepara ad uscire dal settore dei mattoni.

Si conclude così l'articolo e ci fa venire in mente, che le agenzie, quando parlavano solo degli isolatori, non si erano sbagliate, come ci ha detto il 2 aprile... Forse le bugie hanno le gambe corte. È inutile che lei ci rassicuri: non è credibile.
Punto.




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lunedì 27 aprile 2009

Renzi parla di noi!

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In un'intervista sul Corriere fiorentino, siamo stati citati, riportiamo il brano ed il link all'articolo completo.
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«Prendete la Seves: una tragedia, famiglie con figli, in cassa integra­zione, hanno visto il loro reddito crollare. Quando ho parlato col di­rettore del personale, mi ha spiega­va l’importanza del piano industria­le: e gli ho detto chiaramente che il dirigente d’azienda l’ho fatto an­ch’io. Se avranno un vero piano in­dustriale, avranno tutta la collabora­zione dell’amministrazione. Se pre­sentano una proposta non seria, la prima giunta, se vinco, la faccio sot­to ai cancelli della Seves. Perché, usando un tecnicismo, lo strumen­to migliore per convincere i fondi di investimento, che si basano sulla credibilità, è lo sputtanamento. E se un intero territorio gli si ribella con­tro, perdono credibilità. Il potere forte sarà il pubblico, quando si con­fronta con i privati attraverso inter­locutori di massimo livello».
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Link: intervista a Renzi

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martedì 21 aprile 2009

Comunicato stampa della Sinistra per la Costituzione

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Ci è pervenuto il comunicato stampa, in pdf, della Sinistra per la Costituzione, che riportiamo integralmente, abbiamo cercato di riportare le scritte nel colore originale .
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Sinistra per la Costituzione

COMUNICATO STAMPA
Firenze, 16 Aprile 2009

Sinistra per la Costituzione ha partecipato all’incontro tenutosi oggi nella Commissione Lavoro della Provincia di Firenze con la partecipazione delle rappresentanze sindacali riguardo alle vicende della SEVES.
Durante l’incontro sono emersi alcuni dati preoccupanti riguardo al futuro di questo insediamento produttivo rappresentati soprattutto dalla mancanza di segnali sulle intenzioni della società da parte del nuovo amministratore delegato.
Sinistra per la Costituzione, mentre ribadisce il proprio sostegno verso i lavoratori ed esprime il proprio impegno in Consiglio Comunale affinché non venga cambiata la destinazione d’uso dell’area,

CHIEDE:
  • che l’azienda indichi con esattezza la data di presentazione del piano industriale che si era impegnata a presentare il 15 Aprile e che ha dichiarato di volere rinviare;

  • che il piano industriale sia messo tempestivamente a disposizione delle organizzazioni sindacali aziendali e delle istituzioni;

  • che Provincia e Comune creino le condizioni attraverso un impegno diretto dei quartieri per rendere consapevoli i cittadini di Firenze dell’importanza di difendere l’occupazione, perché le fabbriche sono un patrimonio fondamentale soprattutto quando, come nel caso della SEVES, le produzioni sono di qualità eccellente;

  • che nel piano strutturale sia mantenuta la destinazione dell’area ad attività produttiva.



Sinistra per la Costituzione chiede inoltre un incontro urgente con la direzione aziendale.

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venerdì 17 aprile 2009

Giori incontra gli impiegati ( ma non tutti)

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Nella giornata di oggi, l'amministratore delegato Giori, ha incontrato gli impiegati, per parlare della situazione e tranquillizzarli.

Non possiamo fare a meno di sottolineare come nell'invitare il personale, si sia dimenticato di tre o quattro nomi, naturalmente è stata, sicuramente, una disattenzione, non sua, ma dello staff.

Tornando in tema: esordire con "non chiedetemi più di quello che vi dirò" e battute di pessimo gusto come "mi appello al quinto emendamento", in una situazione così grave, la dice lunga di come si voglia impostare un dialogo; dialogo, sì, ma a senso unico.

La ventata di ottimismo che lui ci ha scodellato, nel tentativo di confondere le idee è diventata una doccia gelata, man mano che proseguiva.

A sentirlo, sembra che Giori e le finanziarie, che lo hanno assunto, siano due cose disgiunte e invece è bene ricordare che il primo è un dipendente delle seconde e non farà proprio nulla senza il loro benestare.

E ancora, cosa vuol dire: non prestare attenzione ai rumors?
Tra l'altro, ( piccolissima digressione) nel nostro povero linguaggio verbale esiste anche l'italiano. Nel caso lei, caro Giori, non se ne fosse reso conto: si trova in Toscana, a Firenze, la patria della lingua del "Sì".
Rumors = Voci.
È anche più corta e non avrebbe neppure l'onere di tradurla, come si vede costretto a fare, quando infarcisce il suo genovese con l'inglese.

Sa, le voci che lei, giustamente, teme, diventano importanti, quando spariscono i rapporti di chiarezza e di fiducia.
Soprattutto se quelle sono attendibili e ne danno continua prova di esserlo.

Ci aiuti, non comprendiamo dove sia la sua presunta trasparenza.

Aveva promesso che avrebbe portato il 15 di aprile, il piano industriale e invece, comunica telefonicamente, per interposta persona, ai sindacati che vorrebbe fare una specie di piano di sviluppo, [ma che roba è un piano di sviluppo? ], senza inserirvi la costruzione del forno fusorio, che è il punto nodale della faccenda e, rimanderebbe a data ad stabilire, la presentazione del piano industriale.

Ma la smettiamo di giocare con le persone?

Il piano industriale lo avete già pronto da mesi perchè lo avete DOVUTO presentare alle banche creditrici e, questa vostra titubanza nel mostrarlo, non vuol forse dire che ve lo hanno rifiutato?

Inoltre, caro Giori, il sindacato sa benissimo che lei ha ricevuto in questi giorni una proposta di trattativa per l'acquisto del settore vetro mattone e se lo sa il sindacato, lo sanno tutti i lavoratori Seves, dove sta la sua TRASPARENZA, se ne è dimenticato stamane di dirlo?

E tirare in ballo ancora il discorso del terreno!
Alle finanziarie, venderlo anche ad uso industriale, va più che bene.
Ci dica la verità, usi la parolina magica:
DELOCALIZZAZIONE,
non è mica difficile capirlo. "Men han har jo ikke noget på" è danese, vuol dire: "non ha niente addosso", il re è nudo, per chi non conoscesse questa lingua... ( facciamo anche noi tesoro del suo modus operandi )

Intanto che lei cerca di tenerci buoni, con un sorriso ed un linguaggio forbito, dall'altra parte, in silenzio, continua con il piano originario che è quello di spedire gli stampi e di mandare i tecnici nelle fabbriche estere, per trasferire il nostro know how e svuotare la fabbrica di ogni vitalità.

Vuole smentirci, vuole dimostrare a tutti che stiamo sbagliando e che non è vero nulla, che ha a cuore Seves?
Basta rifare il forno fusorio.
Che ci vuole, è l'amministratore delegato e il presidente esecutivo!


Seves ha dato milioni di euro a Solaris, ha trovato un imprenditore disponibile affinchè i dipendenti tedeschi non fossero licenziati e ora qui, a Firenze, giocate con le nostre vite.
Che vergogna.
Lei forse ci rimetterà la faccia, noi ci rimettiamo molto di più.
Ci pensi bene.
E non continui con la storia dell'economicità: Firenze è lo stabilimento del Vetro Mattone che ha reso sempre di più di tutti gli altri, dati alla mano e lo sa benissimo.
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domenica 5 aprile 2009

Un pensionato ci salverà! Dal Sole 24 ORE 04 04 2009

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Un pensionato ci salverà!

Ma anche no.

Ecco che il Sole24 ORE del 04 04 2009 pag 19, ci racconta qualcosa sul nostro AD:
tre mesi fa ha accettato il pensionamento anticipato, per assumere l'incarico di presidente esecutivo e amministratore delegato "di una piccola multinazionale di Firenze" attiva nell'isolamento elettrico!
E anche questa volta il vetro mattone non viene nominato.
Che sia un caso?
Di seguito l'articolo:




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giovedì 2 aprile 2009

Sciopero Manifestazione del 2 aprile 2009

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Lo sciopero manifestazione di oggi, è stato molto interessante e ricco di spunti, nonchè di visite.
Abbiamo avuto il presidente Cruccolini, Giovanni Donzelli e il candidato sindaco Galli, le televisioni, sicuramente i quotidiani.
Ringraziamo le forze politiche che si sono mosse per noi.
Tuttavia la parte più importante è stata la conversazione con Vincenzo Giori.

L'amministratore delegato (già da tre mesi! ) e, da pochi giorni, presidente, Vincenzo Gori, dietro invito dell'RSU, ha raggiunto i manifestanti, sui cancelli per instaurare un dialogo e farsi conoscere.
Molte parole di buon senso ed educate, sono state spese per aprire uno scambio di idee proficuo. Noi lavoratori abbiamo rivolto numerose domande; tuttavia, tre di queste, ci sembrano molto importanti e da mettere in evidenza.

1a domanda: il piano industriale di cui, l'azienda aveva garantita la presentazione per il 14 di aprile in provincia nell'ambito dell'accordo con le RSU del 7 gennaio.

Giori, ha testualmente affermato: "sono appena arrivato, vorrei avere più tempo, almeno fino alla fine del mese. Se dovrò venire il 14, mi dovrò limitare a delle dichiarazioni generali".
Questa risposta ci sembra preoccupante, perchè Giori, è in azienda già da tre mesi ed il piano industriale, nelle sue linee essenziali dovrebbe indicare in quali stabilimenti si farà la produzione nel 2009; sarebbe bastato dire: a firenze, si produrrà mattoni, oppure: a firenze non si produrrà mattoni.
In tre mesi, qualcosa dovrebbe essere stato in grado di fare, o no? Francamente, non è molto credibile, trincerarsi dietro la scusa: sono appena arrivato.


2a domanda: la storia avuta da questo stabilimento nella creazione e nello sviluppo dell'attività del mattone in vetro.

Giori ha risposto che nessun "privilegio" storico, sarà tenuto in considerazione, ma tutto deve essere esaminato in modo globale sul piano dell'economicità come ha fatto con Siemens.
Non comprendiamo come mai non abbia aggiunto, che Firenze è lo stabilimento, nel comparto vetromattone, che ha sempre realizzato i guadagni migliori, in virtù dei prodotti di alta gamma che produciamo. Cosa che sanno tutti.

3a domanda: a Firenze, si riprenderà la produzione, per il 2009?

Giori ha confutato, dicendo che "è necessario smaltire lo stock" di magazzino.
Quest'ultima risposta è preoccupante, perchè tenere fermo lo stabilimento per un anno significa la morte certa e, tra l'altro, contraddice palesemente gli accordi sulla cassa integrazione ordinaria [CIGO] dove si afferma che alla fine di questa, si deve riprendere la produzione e cioè, il rifacimento del forno; per la cronaca, sono arrivati tutti i pezzi.

Infine ha terminato dicendo che se qualcuno facesse una proposta di acquisto, sarebbe disponibile ad esaminarla, ma fino ad oggi nessuno si è fatto avanti.
Forse, l'unica speranza che ci resti è qualcuno ci rilevi...
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sabato 21 marzo 2009

Gli striscioni non finiscono mai...

Striscioni,
questi segni della protesta, finalmente sono apparsi, messi da volenterosi anonimi, ai quali va in nostro plauso; purtroppo, la reazione della direzione non si è fatta attendere ed ha ordinato alla security di toglierli.
Va da sè che, questi signori, potevano anche non immischiarsi, nelle faccende private tra l'attuale direzione ed i dipendenti, ma è vero che per adesso - solo per adesso - l'rsu e con essa, l'assemblea è ufficialmente estranea e non può protestare con i vigilanti; per ora...

Però, come si dice: il dissenso non si può soffocare semplicemente contrapponendovi dei mercenari.
Strappate pure tutti i cartelloni, gli striscioni che vi vengono a tiro, altri li sostituiranno
e ancora
e ancora
e ancora

A dimostrazione di quanto sopra:














Provate a toglierle, cari mercenari!

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lunedì 16 marzo 2009

Giovanni Donzelli - Vs - Matteo Renzi

Riportiamo un articolo apparso sulla rete civica fiorentina:

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Elezioni amministrative: Donzelli (An-PdL) e Renzi (PD) si scontrano su Facebook

Sabato 14 marzo 2009, 22:00, Cronaca

Firenze, 14 Marzo 2009 - "Ho appena scritto sulla bacheca di Matteo Renzi su Facebook. Accetto la sfida che mi ha lanciato durante Annozero a confrontarmi su come ha speso i soldi dei cittadini per la sua rappresentanza. Lo faremo davanti ai cancelli della Seves". E' quanto dichiara Giovanni Donzelli, consigliere comunale di AN-PDL, intervenuto giovedì sera alla trasmissione condotta da Santoro insieme a Matteo Renzi, presidente della Provincia e candidato sindaco del centrosinistra. Donzelli ha scritto, testualmente, sul profilo di Renzi: "Davanti a milioni di telespettatori mi hai sfidato ad un confronto pubblico su come hai speso i soldi dei cittadini. Come avevo detto, accetto il confronto. Scegli te giorno e ora. Il luogo lo scelgo io: davanti ai cancelli della SEVES che ha messo in cassa integrazione 140 operai e potrebbe chiudere. Sul futuro della Seves le Istituzioni sono latitanti e si allunga l'ombra di una speculazione edilizia, a detta di un quotidiano con un progetto della Quadra, società fondata da esponenti di spicco del tuo partito e al centro di indagini. Vediamo se gli operai in cassintegrazione condivideranno le tue spese di rappresentanza".

“Forniremo al consigliere comunale Giovanni Donzelli i dati da cui emerge che grazie al lavoro della Provincia in questi anni abbiamo ridotto le spese e abbassato le tasse. Questo è un fatto incontrovertibile”. Con queste parole David Ermini, vice capogruppo Pd, in consiglio provinciale ha risposto alle affermazioni del consigliere comunale di An. “Con buona pace del consigliere Donzelli – aggiunge Ermini alle dichiarazioni dell’esponente di centro-destra – la Provincia di Firenze, costa ai cittadini meno di quanto costasse cinque anni fa. Comprendiamo l’esigenza di visibilità in questa fase elettorale ma i numeri sono numeri e non possono essere strumentalizzati”.

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Ringraziamo Giovanni Donzelli per averci data questa opportunità di essere sotto i riflettori, sperando che si possa parlare, oltre che delle spese di rappresentanza anche della nostra situazione di stabilimento in attivo destinato alla chiusura per le manovre delle finanziarie.
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giovedì 12 marzo 2009

Al presidente della Commissione Urbanistica

Riportiamo la lettera inviata dalla RSU, al comune in merito alla chiusura dei lavori della commissione urbanistica, invitandoli a fare seguito alla mozione approvata a suo tempo, per modificare la destinazione d'uso del piano strutturale e riportarla ad uso industriale, come era già

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RSU Seves spa
Stabilimento di Firenze

Spettabile COMMISSIONE URBANISTICA
c.a. Sig Presidente.




Oggetto: Area Stabilimento di Firenze Seves spa.


I Lavoratori dello Stabilimento di Firenze di Seves spa, chiedono con la presente a codesta spettabile Commissione, che qualora ci fosse il proseguimento dell'iter di approvazione del piano strutturale adottato, l'area in oggetto, rimanga ad uso industriale, così come previsto dal vigente piano regolatore e dalla mozione votata dal Consiglio Comunale in data 2 febbraio.

RingraziandoLa ancora per l'interessa espresso sulla questione, salutiamo cordialmente.



La RSU


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domenica 8 marzo 2009

Sinergia

Ormai è chiaro: la gestione di questa azienda è apparentemente contraddittoria.
Non si riesce a trovare una reale politica imprenditoriale e questo è logico, dato che attualmente non vi è la volontà.
Anche perchè i cosiddetti presidenti esecutivi che ci hanno propinato le finanziarie non sono realmente interessati a noi.
Una considerazione, nel loro curriculum poi, potranno inserire:

nel periodo fine 2008 - 2009 ho contribuito a far fallire una azienda sana.

E ci sarà sempre una finanziaria che li assumerà, chi ha detto che non sono richiesti certi servigi?
In fondo, noi, siamo numeri poveri.

Vestar Ergon e Athena, hanno altre cose da pensare, somme e rendiconti da far quadrare, aziende da chiudere, terreni sui quali speculare...

Non ci stiamo, spiacenti.
Faremo in modo di essere per voi un boccone così amaro da costringervi ad abbandonarlo.

Sinergia è la parola chiave:

i singoli non possono fare molto, ma insieme...

l'unità è sempre superiore alla somma delle parti. È un principio noto.

E le nostre parti
sono il tessuto vivo del quartiere di cui facciamo parte
sono i dipendenti, gli impiegati e gli operai
sono i sindacati esterni
sono le forze politiche
sono i candidati sindaci
sono i media
sono tutti quelli disposti a credere in Seves.
Sono i movimenti spontanei che lasciano striscioni di solidarietà.
Sono tutti quelli che non restano indifferenti.
Sono quelli che hanno firmato la petizione per lasciare così come è il piano strutturale.

Certo, voi avete dalla vostra parte il potere economico, ma il resto non è sovrastruttura.
Firenze non è morta, nonostante crisi della maggioranza che si è lasciata corrompere da manovre illecite, da speculazioni facili.
Il suo tessuto sociale è in grado di reagire alle pressioni che vogliono trasformarla in un dormitorio anonimo.
Noi non siamo un fronzolo, un abbellimento, un'aggiunta, al contrario!
Siamo noi, con le nostre istanze a creare economia, con i nostri bisogni, con le esigenze e i sogni.
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giovedì 5 marzo 2009

Appello per il piano strutturale


Ci uniamo all'appello pervenutoci, via email:
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Appello per una mobilitazione cittadina:
QUESTO PIANO STRUTTURALE NON DEVE ESSERE APPROVATO

L’urbanistica della Giunta Domenici, dopo essere stata duramente
contestata per anni da parte di cittadini, associazioni, comitati, partiti,
è finita direttamente sotto inchiesta della magistratura.
Dopo Castello, dopo le vicende legata alla Quadra srl, dopo gli scandali
della “densificazione urbana”, dopo i piaceri ai grandi costruttori,
dopo un complessivo fallimento ormai sotto gli occhi di tutti, questa
Amministrazione (priva di un Assessore all’Urbanistica dimissionato
perché sotto inchiesta) vorrebbe ora approvare il principale strumento
urbanistico del Comune.
Non è ammissibile un simile atto di arroganza: questa Giunta non ha
l’autorevolezza e la credibilità necessaria per un atto così
importante, e questo Piano Strutturale, diretta espressione di quella
concezione di “urbanistica contrattata” oggi sotto accusa, sarebbe un
macigno sulla strada di una necessaria nuova stagione nella gestione del
territorio fiorentino.
Partecipazione, valorizzazione dello spazio pubblico, tutela delle risorse
territoriali, politiche della casa per fronteggiare una vera emergenza,
promozione dei fattori di socialità, trasporto pubblico integrato che
allenti la morsa del traffico. Questi i punti che devono stare alla base di
un nuovo strumento urbanistico, e non la difesa della rendita, le grandi
opere utili solo a fare grandi profitti, l’espulsione dei ceti sociali
svantaggiati, il piegare sistematicamente l’interesse pubblico
all’arricchimento privato.
Per questo dobbiamo creare una forte mobilitazione, per impedire
l’assurdo rito di una amministrazione in scadenza, e in parte sotto
inchiesta, che pretende di condizionare pesantemente il futuro di questa
città, dopo averne tradito il passato e compromesso il presente.


Le iniziative di mobilitazione e di lotta prenderanno il via Venerdì 6
marzo alle ore 21 al Parterre (piazza Libertà), e Sabato 7 marzo alle ore
15 al Centro Sociale nextEmerson (via di Bellagio) e dureranno tutto il
mese di marzo.



NO ALLA SPECULAZIONE, NO A QUESTO PIANO STRUTTURALE
RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

PerUnaltracittà, Rifondazione Comunista, nextEmerson, Movimento di Lotta
per la Casa, Comitato SanSalviChiPuò, Comitato contro il
sottoattraversamento TAV, Salviamo Firenze, Comitato cittadini

giovedì 26 febbraio 2009

Assemblea prossima ventura del 27 - 02 - 2009

La prossima assemblea ha in sé, importanti questioni da risolvere, non da ultima, la richiesta da parte dell'RSU di una votazione per comprendere se la maggioranza, basta la metà più uno, si senta rappresentata da essa.
È un punto importante, fondamentale e impegna tutti.
Altro punto che dovrà essere considerato è il fatto che l'RSU, comunque ne venga fuori, legittimata o delegittimata, questa o quella futura, dovrà essere emanazione dell'assemblea stessa e non viceversa: non dovrà essere il tramite di forze esterne, ma la nostra voce.
È un imperativo a cui è facile diventare sordi, purtroppo.
I sindacati, sono degli aiutanti, benaccetti, ma solo attori esterni.
È necessario anche ribadire che non esistono solo CGIL e CISL; se l'assemblea non si sentisse riconosciuta da questi, ci sono altri gruppi vicini ai lavoratori, come i Comitati di Base ed altri ancora.
Non dimentichiamo che c'è sempre una possibilità di scelta e quando viene imposta, la presenza di certi sindacati esterni, perchè "cos'altro si potrebbe fare", allora dobbiamo fare una riflessione, un ripensamento e domandarci se vogliamo davvero metterci nelle mani di chi non ci convince fino in fondo.
Stiamo parlando del nostro futuro, del nostro posto di lavoro, della vita delle nostre famiglie, non è da prendere così tanto per fare.
Questa riflessione non può essere fatta coralmente ma, ogni singolo dipendente, la deve fare, deve decidere da sè.
Deve trovare la voce per esprimere nell'assemblea di domani, anche andando contro tutto e contro tutti, la propria opinione.
Non c'è comparto, non c'è distinzione tra impiegati e operai, ci sono solo dei dipendenti.
Ci sono solo i lavoratori della Seves e adesso più che mai devono mettersi in gioco.
Rischiamo di perdere il treno delle elezioni.
Rischiamo di lasciar andare quei politici che potrebbero fare la differenza,
che potrebbero impegnarsi al nostro fianco,
i candidati sindaci,
l'attuale giunta,
le opposizioni, tutte.

Possiamo aver fatto un passo falso?
Certamente!
E allora torniamo indietro, rinegoziamo, se necessario riprendiamo gli striscioni, gli scioperi, parliamo con i giornali, le televisioni.
Cerchiamo un interlocutore tra le varie forze sociali che ci aiuti.
E non andiamo a caccia di streghe, a cercare manovre oscure all'interno dell'assemblea.
Magari ci fossero delle correnti, delle opposizioni forti, darebbero linfa e vitalità, laddove non vi è che il tacito consenso.
Il silenzio assenso che non porta altro che a delegare ed è pericoloso, ci toglie la volontà, la vanifica, la svilisce.

Terminiamo questa con le ultime parole di un'ode di Brecht:

"Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!"


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Di seguito, tutta la lirica, per chi volesse conoscerla.

"

Lode del dubbio

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.

Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!




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giovedì 19 febbraio 2009

Questo sito è e VUOLE essere INDIPENDENTE

Rispondiamo alle allusioni di un solo rappresentante dell'RSU, che dovrebbe farsi l'esame di coscienza, all'assemblea odierna ma, non è nostra prassi indicare dove si trovino punti deboli o appigli che possano indebolire la coesione interna dei lavoratori e ce ne sarebbero...

Questo sito È e VUOLE essere, come si legge nell'intestazione:

INDIPENDENTE.

Indipendente, dalle logiche aziendali.

Indipendente dalle logiche speculative dei partitelli che si affannano attorno a noi per questo terreno.

Indipendente anche dai sindacati esterni, che ci accompagnano in questa vicenda ma che, ricordiamo, non la vivono direttamente; sono come un dottore, se ci permetteste la metafora, che segue un malato, però non ne ha la patologia e soprattutto, se sbagliasse nella diagnosi e nelle medicine... non sarebbe un problema suo!

Indipendente e questo è sottolineato più volte, anche dalle velleità di quegli attori che non hanno ben capito di essere loro, al servizio dei lavoratori e non viceversa, che forse hanno preso il loro compito sotto gamba, che non hanno studiato il contratto nazionale o se lo hanno fatto non hanno gli strumenti per comprenderlo e per questo hanno bisogno di un costante filo diretto con delle figure esterne, fino a perdere di vista che loro sono stati eletti da noi dipendenti e quindi siamo, non il primo, ma L'UNICO interlocutore a cui fare riferimento e che sono LORO che devono fare la VOLONTÀ espressa dall'ASSEMBLEA e non viceversa.
Che hanno il dovere di riferire sempre e comunque e non decidendo, ma permettendo a chi li ha votati di assumersene l'ONERE.

Sempre disponibili al dialogo costruttivo, ma non a farsi prendere in giro da nessuno.

I lavoratori della SEVES


martedì 17 febbraio 2009

Il vicesindaco ci rassicura... ma chi ci crede?




Ecco una gustosa notiziola raccolta nella rete, dove il vice sindaco Matulli rassicura...

Il Problema di fondo, caro signor Matulli è che noi vogliamo fatti, impegni scritti e non solo da lei, ma da tutte le forze politiche.
È un fatto: in Francia e in Germania, per situazioni analoghe alla nostra si mobilita il governo, mentre qui, noi dobbiamo accontentarci di essere spettatori del nostro fato.

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Lunedì 16 Febbraio 2009, 18:04


Firenze: Matulli, Per Seves Non Risultano Progetti Di Trasformazione

Di (Red-Xio/Opr/Adnkronos)
ADN Kronos


Firenze, 16 feb. - (Adnkronos) - "Non risultano progetti di trasformazione urbanistica dell'area industriale Seves presentati dalla Societa' Quadra". E' quanto precisa il vicesindaco di Firenze, Giuseppe Matulli, leggendo in consiglio comunale la risposta della Direzione Urbanistica a una interrogazione presentata da Giovanni Donzelli e da altri consiglieri di Alleanza Nazionale. Ecco il testo della risposta tecnica della Direzione Urbanistica.


"La Soc. Seves ha presentato tramite il proprio Amministratore Delegato Dott. Enrico Basso rituale Osservazione ex art. 17. c.2 L.R. n. 1/2005 al Piano Strutturale del Comune di Firenze adottato in data 24.7.2007 avvalendosi della assistenza dell'Arch. Renzo Funaro e dell'Avvocato Antonio Stancanelli. All'osservazione presentata in data 23.11.2007 prot. n. 62913 cat. 07 e' stata assegnato il numero 72 del Registro delle Osservazioni. Nella fattispecie - si legge nella comunicazione di Matulli - l'Azienda manifesta le difficolta' logistiche connesse alla compresenza di funzioni produttive e funzioni residenziali l'intenzione di sviluppare il sistema produttivo nella attuale sede, pur manifestando la necessita' di delocalizzare l'impianto in un'area maggiormente idonea all'attivita' svolta, ma sempre all'interno dell'area metropolitana, che garantisca comunque un agevole spostamento del personale e la conservazione dei livelli occupazionali (pag. 5)''.

''La Societa' richiede di conseguenza che il Piano Strutturale consenta il recupero dei fabbricati esistenti per funzioni residenziali e comunque con funzioni compatibili con il contesto, in modo da reperire le risorse necessarie per la delocalizzazione - in area metropolitana - del complesso produttivo, ma non della Direzione Generale del Gruppo che si ipotizza di mantenere nella sede storica (pag. 6). La Giunta dunque nella seduta dell'11 Agosto 2008 nel corso della quale ha preso atto della proposta di deliberazione n. 595/2008 e la ha trasmessa al Consiglio Comunale, cui solo spettano per legge le determinazioni di merito, ha espresso la propria valutazione sulla base della affermazioni contenute nella Osservazione, non potendo evidentemente essere informata dei drammatici eventi - la cassa integrazione - determinatisi nei mesi successivi. Per quanto rilevabile dal sistema informatico 'Gestione Pratiche' in uso presso questa Direzione non risulta presentato a questa Amministrazione alcun progetto di trasformazione urbanistica sull'area occupata dallo stabilimento Seves da parte di nessuno dei soci della Societa' Quadra indicati nella integrazione ne' attuali ne' pregressi".