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Siamo arrivati in prossimità delle elezioni comunali e provinciali.
Vestar Ergon e Athena, alle prese con la, oramai cronica, mancanza di fondi, stanno cercando di annaspare a destra e sinistra per nascondere quello che tra breve sarà evidente a tutti: non ci sono più soldi.
Anche se millantavano sul Sole24 Ore di qualche tempo fa, di avere 100 milioni di euro da investire in 3 anni...
Ah, bei tempi quelli!
Al buon Giori, bastava alzare il telefono, chiamare il giornalista di turno e raccontargli tutte le fole, che i suoi datori di lavoro, le finanziarie, gli avevano fatto imparare a memoria.
Sembra sia trascorsa una vita e invece sono passasti solo poche settimane.
Anche il contributo regionale promessoci dall'assessore Nencini, ha, per loro, la valenza di un tentativo di prendere tempo.
Molto probabilmente, il 3 giugno accetteranno la proposta per attingere al finanziamento della Regione, ma unicamente, per fermare la campagna di informazione mediatica che stiamo facendo, a tutti i livelli.
Come possiamo fidarci di costoro?
Dobbiamo chiedere, anzi ESIGERE, il rifacimento del forno, immediatamente, appena verrà firmato l'accordo con la Regione.
Non dobbiamo MAI dimenticare, che non abbiamo di fronte, degli imprenditori, ma un paio di pensionati al soldo di entità che barattano l'economia reale e la vita delle persone, per dei movimenti di banca.
Entità che non si sono fatte scrupoli nel decidere la nostra chiusura.
Adesso sono allo scoperto.
Impediamo loro di trovare anche la minima scusa per sfuggire le responsabilità che si DEVONO assumere.
Non fermiamoci e non arrendiamoci.
Continuare ad apparire sui giornali, sulle televisioni e sulle radio, è, forse la migliore arma che abbiamo a disposizione.
Dobbiamo fare in modo che tutto il mondo sappia che VESTAR, ATHENA e ERGON, sono delle società infide, da isolare e allontanare.
Mostrare a tutti, gli imprenditori, in primis, che chiedere un finanziamento a costoro, significherebbe suicidarsi.
Possiamo dimostrarlo: abbiamo la nostra storia a testimonianza.
Non dimentichiamo noi stessi.
Non lasciamoci prendere dal buonismo e dalla pazienza.
Continuiamo con il presidio ad oltranza.
Con le interviste
e le attività di protesta.
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Visualizzazione post con etichetta provincia giori picchiotti sole 24 ore vestar athena comune di firenze piano strutturale seves cassa integrazione chiusura stabilimento. Mostra tutti i post
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venerdì 29 maggio 2009
mercoledì 20 maggio 2009
Assemblea del dopo incontro del 19 05 2009
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Le RSU e i sindacati hanno riportato i fatti accaduti nell'incontro di ieri con la Seves:
nessuna novità riguardo a reali cambiamenti di rotta da parte del management. I rappresentati dell'azienda erano i soliti Picchiotti e Bertini, con la mera funzione di ripetere a pappagallo le istruzioni date loro, da Vestar e Ergon, senza alcun mandato o autonomia.
Giori non si è fatto vedere, naturalmente.
Il punto focale si è incentrato sulla data del rifacimento del forno e sulla mancanza di liquidità, oramai assodata, di Seves. [cfr Sole24ORE]
L'assessore Nencini,suggerito alle parti, anche la probabile disponibilità del fondo di 50 milioni di euro della Regione Toscana, che permetterebbe un prestito agevolato per avere quel denaro che manca per il forno e permettere allo stabilimento di Firenze di ripartire.
L'azienda, come risposta, ha chiesto un ulteriore incontro, in data 3 giugno, per avere il tempo di valutare la situazione.
Come dipendenti, non possiamo che prendere atto di questo ulteriore tentativo di nascondere le loro reali intenzioni, dietro mezze risposte.
Durante lo svolgimento dell'assemblea è venuta fuori una notizia, un rumors, come direbbe il Giori, che l'accordo tra le maestranze tedesche di una cessione ad un imprenditore locale di Solaris è saltato, perchè, Seves, non è in grado di pagare la trasformazione promessa e, questo è peggio, che c'è un altro attore, interessato al comparto vetromattone di Seves e al marchio:
Pittsburgh Corning, americano, vorrebbe entrare nel mercato europeo, che vale, annualmente, 30 milioni di pezzi.
I suoi agenti, sono adesso, nel nostro stabilimento della Repubblica Ceca, Vitrablock, per studiare le caratteristiche e valutarlo per il probabile acquisto.
Non sono semplici voci, rumors poichè hanno avuta puntuale conferma nel pomeriggio.
Il piano, anzi, il nuovo piano delle finanziarie è già svelato:
Troppo poco per il debito di mezzo miliardo di euro che sono riusciti a fare!
Chissà se le banche saranno d'accordo.
L'assemblea è durata un'ora e mezza - retribuita-, quindi è continuata per un'altra ora, con la modalità dello sciopero. Purtroppo, è doveroso notare che un gruppetto di dipendenti, piuttosto che sacrificare il proprio tempo e perdere quei 60 minuti dal salario, ha preferito tornare al lavoro e non seguire il resto della riunione, che comprendeva la votazione riguardo alle soluzioni e le iniziative da mettere in pratica, fino al 3 giugno.
Gli obbiettivi sono:
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Le RSU e i sindacati hanno riportato i fatti accaduti nell'incontro di ieri con la Seves:
nessuna novità riguardo a reali cambiamenti di rotta da parte del management. I rappresentati dell'azienda erano i soliti Picchiotti e Bertini, con la mera funzione di ripetere a pappagallo le istruzioni date loro, da Vestar e Ergon, senza alcun mandato o autonomia.
Giori non si è fatto vedere, naturalmente.
Il punto focale si è incentrato sulla data del rifacimento del forno e sulla mancanza di liquidità, oramai assodata, di Seves. [cfr Sole24ORE]
L'assessore Nencini,suggerito alle parti, anche la probabile disponibilità del fondo di 50 milioni di euro della Regione Toscana, che permetterebbe un prestito agevolato per avere quel denaro che manca per il forno e permettere allo stabilimento di Firenze di ripartire.
L'azienda, come risposta, ha chiesto un ulteriore incontro, in data 3 giugno, per avere il tempo di valutare la situazione.
Come dipendenti, non possiamo che prendere atto di questo ulteriore tentativo di nascondere le loro reali intenzioni, dietro mezze risposte.
Durante lo svolgimento dell'assemblea è venuta fuori una notizia, un rumors, come direbbe il Giori, che l'accordo tra le maestranze tedesche di una cessione ad un imprenditore locale di Solaris è saltato, perchè, Seves, non è in grado di pagare la trasformazione promessa e, questo è peggio, che c'è un altro attore, interessato al comparto vetromattone di Seves e al marchio:
Pittsburgh Corning, americano, vorrebbe entrare nel mercato europeo, che vale, annualmente, 30 milioni di pezzi.
I suoi agenti, sono adesso, nel nostro stabilimento della Repubblica Ceca, Vitrablock, per studiare le caratteristiche e valutarlo per il probabile acquisto.
Non sono semplici voci, rumors poichè hanno avuta puntuale conferma nel pomeriggio.
Il piano, anzi, il nuovo piano delle finanziarie è già svelato:
- regalano Solaris, che non avrà, così, bisogno di conversione e non perdono gli oltre 10 milioni di euro,
- vendono Vitrablock,
- chiudono Firenze e vendono il terreno, ricavandoci 13-15 milioni di euro.
- Vendono il marchio "seves glasblock".
Troppo poco per il debito di mezzo miliardo di euro che sono riusciti a fare!
Chissà se le banche saranno d'accordo.
L'assemblea è durata un'ora e mezza - retribuita-, quindi è continuata per un'altra ora, con la modalità dello sciopero. Purtroppo, è doveroso notare che un gruppetto di dipendenti, piuttosto che sacrificare il proprio tempo e perdere quei 60 minuti dal salario, ha preferito tornare al lavoro e non seguire il resto della riunione, che comprendeva la votazione riguardo alle soluzioni e le iniziative da mettere in pratica, fino al 3 giugno.
Gli obbiettivi sono:
- Sciopero giornaliero a scacchiera di un'ora tra gli uffici e i reparti, ogni giorno, secondo modalità originali e curiose, per esempio: dalle 9 alle 10, tutti quelli di un dato segno zodiacale, si asterranno dal lavoro e così via.
- Blocco del materiale, come stampi, pistoni, che vengono portati all'estero.
- Volantinaggio con riferimenti espliciti alle finanziarie.
- Sollecitare i media ogni giorno e stimolarli a parlare di noi.
- I dipendenti in cassa integrazione utilizzino il proprio tempo per azioni di picchettaggio e sit-in in luoghi strategici.
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martedì 5 maggio 2009
Dal Sole24 ORE di Domenica 3 Maggio
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Purtroppo, le difficoltà finanziarie delle Seves, non si possono nascondere con qualche articolo rilasciato ai giornali.
Quando il nostro beneamato Giori, affermava che il gruppo, aveva 100 milioni di euro da investire per il comparto degli isolatori, forse, per un ritorno alla memoria, si sarà confuso con le lire e avrà voluto intendere che l'azienda aveva 100 milioni delle care e vecchie lire, da investire, quindi 100mila euro.
Naturalmente, ancora una volta, la colpa è dei giornalisti!
Una riflessione è d'obbligo: con lei, i giornalisti sono tremendi! E lo stesso le agenzie di stampa, sempre a scrivere che SEVES è negli isolatori.
Qui di seguito, alleghiamo l'articolo del SOLE24 ORE di domenica 3 aprile 2009
Purtroppo, le difficoltà finanziarie delle Seves, non si possono nascondere con qualche articolo rilasciato ai giornali.
Quando il nostro beneamato Giori, affermava che il gruppo, aveva 100 milioni di euro da investire per il comparto degli isolatori, forse, per un ritorno alla memoria, si sarà confuso con le lire e avrà voluto intendere che l'azienda aveva 100 milioni delle care e vecchie lire, da investire, quindi 100mila euro.
Naturalmente, ancora una volta, la colpa è dei giornalisti!
Una riflessione è d'obbligo: con lei, i giornalisti sono tremendi! E lo stesso le agenzie di stampa, sempre a scrivere che SEVES è negli isolatori.
Isolatori, qua,
isolatori, là,
isolatori, su,
isolatori, giù.
Una persecuzione!
Quasi che lei il vetromattone, non riesca a digerirlo.
Stia tranquillo, ci farà l'abitudine, non è poi male, sa?
Tornando in tema, nel SOLE24 ORE, di Domenica 3, c'è un articolo che riguarda anche le nostre finanziarie: VESTAR e ERGON.
Pensi un po', mentre lei si fa intervistare, dicendo che ha 100 milioni di euro da investire, queste poverette, vanno dalle banche creditrici: BANCAINTESA, UNICREDIT e BNP, a rinegoziare il debito - 400 milioni di euro - cui non sono in grado di fare fronte.
Ora, ci sono delle cose che non tornano:
o lei viene tenuto all'oscuro dal suo staff e dai suoi superiori - che sono gli azionisti di maggioranza,
o lei sa tutto e rilascia interviste per tranquillizzare ( le banche...? )
Perchè non spiega come riuscirà a trovare questi 100 milioni, che SEVES non possiede?
Domanderà agli istituti creditori, altri soldi?
Facendo un po' di conti: 400 + 100 = 500, mezzo miliardo di euro.
Arriviamo a MEZZO MILIARDO di euro di debito?
E quelle saranno disponibili ad erogarglieli?
Ancora: la sua intervista Dal Sole 24 ore del 28 04 2009 - pag. 22 è una boutade... ? Ah, per chi non conoscesse il francese, vuol dire: battua spiritosa.
Quasi che lei il vetromattone, non riesca a digerirlo.
Stia tranquillo, ci farà l'abitudine, non è poi male, sa?
Tornando in tema, nel SOLE24 ORE, di Domenica 3, c'è un articolo che riguarda anche le nostre finanziarie: VESTAR e ERGON.
Pensi un po', mentre lei si fa intervistare, dicendo che ha 100 milioni di euro da investire, queste poverette, vanno dalle banche creditrici: BANCAINTESA, UNICREDIT e BNP, a rinegoziare il debito - 400 milioni di euro - cui non sono in grado di fare fronte.
Ora, ci sono delle cose che non tornano:
o lei viene tenuto all'oscuro dal suo staff e dai suoi superiori - che sono gli azionisti di maggioranza,
o lei sa tutto e rilascia interviste per tranquillizzare ( le banche...? )
Perchè non spiega come riuscirà a trovare questi 100 milioni, che SEVES non possiede?
Domanderà agli istituti creditori, altri soldi?
Facendo un po' di conti: 400 + 100 = 500, mezzo miliardo di euro.
Arriviamo a MEZZO MILIARDO di euro di debito?
E quelle saranno disponibili ad erogarglieli?
Ancora: la sua intervista Dal Sole 24 ore del 28 04 2009 - pag. 22 è una boutade... ? Ah, per chi non conoscesse il francese, vuol dire: battua spiritosa.
Qui di seguito, alleghiamo l'articolo del SOLE24 ORE di domenica 3 aprile 2009
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