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All'assemblea avvenuta alla casa del popolo, alle 17,30 di venerdì, oltre al coordinamento per le forme di lotta sindacale e la richiesta di preparazione della lettera da inviare al Sottosegretario al Lavoro Viespoli, le RSU presenti, ci hanno confermata la notizia che esiste un piano, all'opera da mesi, di chiusura dello stabilimento di Firenze.
Quest'informazione era nota negli stabilimenti del gruppo all'estero ed è trapelata anche a noi.
Adesso, abbiamo la possibilità di utilizzare una chiave di lettura, precisa, riguardo i comportamenti, apparentemente contraddittori della Seves: servono solo per non farci prendere dal panico e soprattutto per impedirci di attuare le contromisure adeguate.
Il povero Giori e il simpatico Picchiotti, si comportano, a guisa di quei saltimbanchi che si vedono nei teatrini delle marionette, con la differenza che non fanno ridere, ma portano alla rabbia e alla disperazione.
Non è piacevole sapere che il primo si intascherà qualche centinaia di migliaia di euro per essere riuscito a farci chiudere ed il secondo, probabilmente poco meno.
No, non è assolutamente bello, anzi.
Ira, furore, collera, rabbia, stizza ma anche sdegno e indignazione, sono sentimenti che sgorgano e trovano facile terreno, nel deserto della disperazione.
Vedervi con quel sorrisetto pacato, con la sicurezza di chi è squalo ed alle spalle ha le locuste pronte a distruggere la vita delle persone, non porta a rasserenare gli animi ma ad infiammarli, soprattutto ricordando che il Giori ha sempre vantato la trasparenza e la sincerità.
La invitiamo, caro Giori e invitiamo anche lei carissimo Picchiotti: scenda di nuovo giù davanti ai cancelli a ripetere quello che aveva detto il 2 aprile.
Venga, che le faremo l'applauso.
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sabato 23 maggio 2009
martedì 21 aprile 2009
Comunicato stampa della Sinistra per la Costituzione
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Ci è pervenuto il comunicato stampa, in pdf, della Sinistra per la Costituzione, che riportiamo integralmente, abbiamo cercato di riportare le scritte nel colore originale .
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Durante l’incontro sono emersi alcuni dati preoccupanti riguardo al futuro di questo insediamento produttivo rappresentati soprattutto dalla mancanza di segnali sulle intenzioni della società da parte del nuovo amministratore delegato.
Sinistra per la Costituzione, mentre ribadisce il proprio sostegno verso i lavoratori ed esprime il proprio impegno in Consiglio Comunale affinché non venga cambiata la destinazione d’uso dell’area,
Sinistra per la Costituzione chiede inoltre un incontro urgente con la direzione aziendale.
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Ci è pervenuto il comunicato stampa, in pdf, della Sinistra per la Costituzione, che riportiamo integralmente, abbiamo cercato di riportare le scritte nel colore originale .
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Sinistra per la Costituzione
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 16 Aprile 2009
Sinistra per la Costituzione ha partecipato all’incontro tenutosi oggi nella Commissione Lavoro della Provincia di Firenze con la partecipazione delle rappresentanze sindacali riguardo alle vicende della SEVES.Durante l’incontro sono emersi alcuni dati preoccupanti riguardo al futuro di questo insediamento produttivo rappresentati soprattutto dalla mancanza di segnali sulle intenzioni della società da parte del nuovo amministratore delegato.
Sinistra per la Costituzione, mentre ribadisce il proprio sostegno verso i lavoratori ed esprime il proprio impegno in Consiglio Comunale affinché non venga cambiata la destinazione d’uso dell’area,
CHIEDE:
- che l’azienda indichi con esattezza la data di presentazione del piano industriale che si era impegnata a presentare il 15 Aprile e che ha dichiarato di volere rinviare;
- che il piano industriale sia messo tempestivamente a disposizione delle organizzazioni sindacali aziendali e delle istituzioni;
- che Provincia e Comune creino le condizioni attraverso un impegno diretto dei quartieri per rendere consapevoli i cittadini di Firenze dell’importanza di difendere l’occupazione, perché le fabbriche sono un patrimonio fondamentale soprattutto quando, come nel caso della SEVES, le produzioni sono di qualità eccellente;
- che nel piano strutturale sia mantenuta la destinazione dell’area ad attività produttiva.
Sinistra per la Costituzione chiede inoltre un incontro urgente con la direzione aziendale.
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giovedì 12 marzo 2009
Al presidente della Commissione Urbanistica
Riportiamo la lettera inviata dalla RSU, al comune in merito alla chiusura dei lavori della commissione urbanistica, invitandoli a fare seguito alla mozione approvata a suo tempo, per modificare la destinazione d'uso del piano strutturale e riportarla ad uso industriale, come era già
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RSU Seves spa
Stabilimento di Firenze
Oggetto: Area Stabilimento di Firenze Seves spa.
I Lavoratori dello Stabilimento di Firenze di Seves spa, chiedono con la presente a codesta spettabile Commissione, che qualora ci fosse il proseguimento dell'iter di approvazione del piano strutturale adottato, l'area in oggetto, rimanga ad uso industriale, così come previsto dal vigente piano regolatore e dalla mozione votata dal Consiglio Comunale in data 2 febbraio.
RingraziandoLa ancora per l'interessa espresso sulla questione, salutiamo cordialmente.
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RSU Seves spa
Stabilimento di Firenze
Spettabile COMMISSIONE URBANISTICA
c.a. Sig Presidente.
c.a. Sig Presidente.
Oggetto: Area Stabilimento di Firenze Seves spa.
I Lavoratori dello Stabilimento di Firenze di Seves spa, chiedono con la presente a codesta spettabile Commissione, che qualora ci fosse il proseguimento dell'iter di approvazione del piano strutturale adottato, l'area in oggetto, rimanga ad uso industriale, così come previsto dal vigente piano regolatore e dalla mozione votata dal Consiglio Comunale in data 2 febbraio.
RingraziandoLa ancora per l'interessa espresso sulla questione, salutiamo cordialmente.
La RSU
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lunedì 2 febbraio 2009
Dall' ufficio stampa del comune di Firenze
VICENDA SEVES, NOCENTINI (RIFONDAZIONE): «LA RICCHEZZA DI FIRENZE NON PUÒ ESSERE SOLO LA RENDITA IMMOBILIARE»
Questo il testo dell'intervento di Anna Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista:«L'unico atto approvato nella seduta odierna del consiglio comunale è stata la mozione sulla Seves, con l'emendamento proposto dal nostro gruppo.
La protesta per l' 'inciucio' Partito Democratico-Popolo della Libertà sullo sbarramento al 4% per le elezioni europee è stata sospesa per questo unico atto la cui urgenza è legata all'inizio della cassa integrazione per 110 lavoratori.
L'emendamento pone un impegno per il futuro, comunque vada, la vicenda del piano strutturale: la destinazione dei quell'area deve rimanere produttiva, non disponibile per le speculazioni immobiliari.
Contrario all'emendamento solo il PD, subalterno nei confronti dei forti e legato ad un'idea di sviluppo sempre dipendente dalla rendita immobiliare.
Non viene introdotto alcun veto alle delocalizzazione nell'area metropolitana, se e quando l'azienda volesse concretamente procedere all'ampliamento. Allo stesso tempo, viene mandato un messaggio chiaro all'azienda: non si può sostituire l'attività produttiva con la rendita immobiliare.
Il Partito Democratico, abbandonato dai partiti della coalizione, non fa tesoro delle drammatiche esperienze in cui le aziende hanno delocalizzato a migliaia di chilometri di distanza dopo aver depredato il territorio per la debolezza delle amministrazioni locali e licenziato i lavoratori.
C'è da chiedersi cosa ci sia dietro il manifesto che troneggia nelle ultime uscite del loro segretario nazionale inneggiante ad un new deal dell'ambiente».
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DI GIORGI (PD): «APPROVATA MOZIONE PER MANTENERE L'INSEDIAMENTO PRODUTTIVO SEVES SUL TERRITORIO FIORENTINO»
«Si tratta di un atto in cui si ribadisce l'intenzione del Consiglio comunale di salvaguardare l'insediamento produttivo sul territorio fiorentino, tutelando i posti di lavoro in una prospettiva orientata allo sviluppo e alla valorizzazione di una produzione di pregio, capace di attivare contatti positivi con realtà legate al mondo della ricerca, come chimica e ingegneria». Lo ha detto Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo del Partito Democratico, commentando l'approvazione, da parte del consiglio comunale della «mozione relativa alla Seves, presentata dalle commissioni lavoro e urbanistica».«Non condividiamo - ha spiegato - e, quindi, abbiamo votato contro l'emendamento proposto da Rifondazione Comunista che prevedeva il mantenimento della destinazione d'uso dell'area produttiva Seves, vincolando lo stabilimento all'interno dell'attuale localizzazione. Una forzatura, perché l'aspetto fondamentale deve essere quello di garantire investimenti produttivi nell'area fiorentina. La previsione urbanistica deve condizionare un'eventuale dismissione dell'area del Sodo a reinvestimenti, sempre nel territorio fiorentino, in grado di garantire il mantenimento della produzione d'eccellenza e dei livelli occupazionali».
«Con questo emendamento - ha sottolineato Rosa Maria Di Giorgi - le forze che avevano votato contro il piano strutturale ci hanno in pratica chiesto di mantenere le indicazioni degli spazi che erano previste dallo stesso piano, con una evidente contraddizione. Il gruppo del PD riteneva e ritiene che la sede opportuna per verificare le previsioni urbanistiche di quella parte della città sarebbe stata la discussione per l'approvazione definitiva del nuovo piano strutturale. Un momento di sintesi in cui valutare tutte le opportunità del caso, con l'obiettivo condiviso di migliorare l'assetto urbano della città e il mantenimento dell'attività produttiva
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SEVES, DONZELLI (AN-PDL): "SCONFITTO IL PD IPOCRITA, PREFERIVANO L'URBANIZZAZIONE ALLA TUTELA DEGLI OPERAI"
"Il Partito Democratico in consiglio comunale ha pianto lacrime di coccodrillo in difesa degli operai. Hanno provato a fingere di tutelarli piuttosto che rimettere in discussione l'urbanizzazione dell'area di Castello". Lo ha detto il consigliere comunale Giovanni Donzelli (An-Pdl). "Sono troppo interessati a non disturbare la grande economia e i salotti buoni - continua Donzelli - sono troppo abituati ad agevolare le trasformazioni di ex-fabbriche ed ex-capannoni in appartamenti, sono ormai più amici di costruttori e progettisti che de gli operai. Fortunatamente la crisi della maggioranza ha permesso l'approvazione di un emendamento che vincola il piano strutturale ad impedire una speculazione edilizia nell'area della Seves, nonostante il voto contrario del Partito Democratico"."Oggi in consiglio comunale - conclude Donzelli, che sul tema aveva presentato un emendamento identico a quello approvato - è stata sventata una speculazione edilizia a Castello i cui costi sarebbero tutti ricaduti sulle spalle degli operai che avrebbero perso il posto di lavoro".(fd)
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sabato 31 gennaio 2009
Sulle assemblee svoltesi il 30 gennaio 2009
Nella giornata di ieri,
i lavoratori Seves, hanno avuta la possibilità di partecipare a due assemblee:
la prima, interna, dove i sindacati e l'RSU, ci hanno aggiornato sulla situazione ed esposti i loro dubbi circa la volontà, da parte dell'azienda, di tenere aperto il nostro stabilimento, per via degli inviti continui, per altro ancora solo verbali ad una cassa integrazione straordinaria.
La nostra situazione resta sempre delicata, poichè le politiche direttive sono contraddittorie.
Alle promesse, non seguono mai i fatti, prova ne è che, ancora, come si è appurato nella seconda assemblea, non hanno contattato i tecnici comunali per trovare il modo di revocare l'eccezione al piano strutturale, avanzata dall'ex amministratore delegato Enrico Basso.
La domanda che ci poniamo è: cosa sta succedendo?
Nelle loro conferenze stampa che i solerti giornalisti, hanno subito riportato, avevano affermato che avrebbero, "il lunedì seguente", contattato il comune per dimostrare il loro disinteresse riguardo l'area, eppure, dopo quattro, cinque di questi lunedì, ciò non è accaduto.
Perchè?
È un quesito che si sta ponendo anche il Presidente del Consiglio Comunale Cruccolini, intervenuto all'assemblea pubblica del pomeriggio e le altre forze politiche - nella fattispecie Anna Nocentini, - hanno chiesto specificatamente all'avvocato del comune se vi fosse stato, un cenno, una lettera, una telefonata o una qualunque forma di comunicazione da parte della SEVES.
Perchè, i continui inviti alla cassa integrazione straordinaria?
E cosa dire del forno?
I nostri colleghi del Reparto a Caldo, che l'hanno esaminato, hanno ribadito l'impossibilità di una ristrutturazione, a meno che non si voglia rimetterlo in funzione per un tempo brevissimo e con scopi diversi da quelli di riprendere davvero l'attività lavorativa...
L'RSU, in merito ha richiesto alla direzione aziendale, un esame perchè l'altoforno, debba essere riattivato, con un placcaggio, come vorrebbero fare, solo se sussisteranno le condizioni di sicurezza che la Normativa Vigente pretende.
Vero è che se il Consiglio di Amministrazione avesse deciso di cessare le attività di questo stabilimento, non importerebbe loro, spendere quei pochi milioni di euro necessari al rifacimento, da come abbiamo potuto vedere, con la vicenda dello stabilimento tedesco che è stato chiuso con un forno di appena un anno di vita...
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Per Quanto riguarda la seconda assemblea, svoltasi nei locali della Casa del Popolo a Castello, le forze sociali assieme a noi, hanno scritto un comunicato stampa conginuto che sarà pubblicato nel sito della Rete Civica ed inviato alle varie testate giornalistiche, locali e nazionali, che è quanto segue:Comunicato stampa dei lavoratori della SEVES
I lavoratori della Seves,
riuniti in assemblea con la partecipazione di consiglieri comunali e del Quartiere 5 e del Presidente del Consiglio Comunale, dell'Osservatorio del Q.5 e dell'Associazione per la Sinistra unita e plurale,
condividono la preoccupazione per l'incertezza del futuro dell'attività dell'Azienda che, dal prossimo lunedì 2 febbraio,
avvia la cassa integrazione ordinaria per 110 dipendenti per 6 mesi.
riuniti in assemblea con la partecipazione di consiglieri comunali e del Quartiere 5 e del Presidente del Consiglio Comunale, dell'Osservatorio del Q.5 e dell'Associazione per la Sinistra unita e plurale,
condividono la preoccupazione per l'incertezza del futuro dell'attività dell'Azienda che, dal prossimo lunedì 2 febbraio,
avvia la cassa integrazione ordinaria per 110 dipendenti per 6 mesi.
Apprezzano l'impegno assunto dai consiglieri comunali e di quartiere presenti, in rappresentanza dei gruppi consiliari di Rifondazione Comunista e de La sinistra, di porre come condizione nella discussione sul Piano Strutturale il ripristino della superficie destinata ad attività produttiva nella UTOE Castello Le Panche prevista nel Piano adottato nel luglio 2007, riallineando il residenziale da recupero alla previsione originaria di 54.000 metri quadri.
L'assemblea dei lavoratori Seves
i Consiglieri: Cruccolini, Nocentini, Pieri L., Rosini e Bruschi
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lunedì 15 dicembre 2008
15 dic 2008 si parla della Seves in Comune
Ebbene sì, anche Seves ha avuto il suo momento.
Non c'era il sindaco, che, a detta dei consiglieri, latita da un po', ad onor del vero...
L'assessore Nencini, ha parlato della nostra situazione con gli stessi timori e le preoccupazioni che abbiamo tutti noi.
I consiglieri, indipendentemente dallo schieramento politico, si sono mostrati sensibili al problema.
Anche il connubio, piano strutturale, dismissione dello stabilimento è stato fatto presente e si sono detti tutti, pronti a bloccarlo; ancora meglio, a renderlo vincolato ad uso produttivo a tempo indeterminato, per poter evitare di offrire un bonus in più ai falchi del consiglio di amministrazione e che, purtroppo, detengono la maggioranza, che vogliono chiudere e andare via.
Ma... c'è un ma: sono state solo tutte parole, si è avuta, certo l'attenzione della giunta, ci sono stati applausi, eppure non è stata richiesta una mozione che potesse, davvero mettere, nei fatti, un fermo.
Auspichiamo dai nostri politici, oltre al bell'eloquio, anche della sostanza.
Non c'era il sindaco, che, a detta dei consiglieri, latita da un po', ad onor del vero...
L'assessore Nencini, ha parlato della nostra situazione con gli stessi timori e le preoccupazioni che abbiamo tutti noi.
I consiglieri, indipendentemente dallo schieramento politico, si sono mostrati sensibili al problema.
Anche il connubio, piano strutturale, dismissione dello stabilimento è stato fatto presente e si sono detti tutti, pronti a bloccarlo; ancora meglio, a renderlo vincolato ad uso produttivo a tempo indeterminato, per poter evitare di offrire un bonus in più ai falchi del consiglio di amministrazione e che, purtroppo, detengono la maggioranza, che vogliono chiudere e andare via.
Ma... c'è un ma: sono state solo tutte parole, si è avuta, certo l'attenzione della giunta, ci sono stati applausi, eppure non è stata richiesta una mozione che potesse, davvero mettere, nei fatti, un fermo.
Auspichiamo dai nostri politici, oltre al bell'eloquio, anche della sostanza.
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