Inseriamo qui un articolo di Ornella De Zordo.

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Martedì,21 Luglio 2009, alla Casa del Popolo di Castello, alle ore: 18,00, ASSEMBLEA SINDACALE, non retribuita. Si parlerà della fermata di Agosto, dei corsi della regione, dell'andamento dello stock a magazzino del mese di Giugno. | |
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Lode del dubbio
Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.
Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.
Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.
Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!
Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!
Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.
Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.
Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.
Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.
Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.
Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.
Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.
Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!
Firenze, 05 Dicembre 2008
CASSA INTEGRAZIONE ALLA SEVES. SOLDANI, PETTINI, BRUSCHI (LA SINISTRA): "SITUAZIONE PREOCCUPANTE, SI ATTIVINO LE FORZE POLITICHE"
"La gravissima situazione che si sta prospettando per le sorti dei lavoratori dello stabilimento SEVES e il mantenimento di una delle più significative realtà produttive della città di Firenze è fonte per noi di grande preoccupazione. Questa drammatica situazione per le famiglie dei lavoratori e per la città intera richiede un'attenta riflessione ed azioni da parte dell'Amministrazione Comunale e delle forze politiche per quanto riguarda l'attuazione degli strumenti urbanistici che possono essere finalizzati alla tutela dell'area produttiva a fronte di evidenti intenzioni speculative".
È il commento di Luca Pettini (capogruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio), Anna Maria Soldani (gruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio) e di Maurizio Bruschi (capogruppo La Sinistra del Quartiere 5) che intervengono sulla crisi della SEVES.
I tre consiglieri intervengono anche sul commento rilasciato ieri dalla presidente del Quartiere 5.
"Sulle dichiarazioni della presidente del Quartiere 5 è bene precisare che ad oggi nel Piano Strutturale, con l'accoglimento delle osservazioni presentate dall'ex Amministratore Delegato del Gruppo SEVES, si va in tutt'altra direzione, aprendo la strada al mero inserimento di funzioni abitative senza alcuna garanzia per il mantenimento dell'occupazione - proseguono Pettini, Soldani e Bruschi -. Per questo i gruppi de La Sinistra del Quartiere 5 e del Consiglio Comunale, molto prima dell'apertura della crisi aziendale ed in tempi non sospetti rispetto al blocco del Piano Strutturale avevano, più volte e con forza, sollevato il problema della destinazione d'uso dell'area e della necessità di approfondimenti, prima dell'espressione di parere, per modificare quanto previsto dal PS per dare un segnale forte da parte dell'Amministrazione Comunale sulla necessità di mantenere i livelli occupazionali all'interno del territorio fiorentino o metropolitano". (uc)
| 03/12/2008 - STATO DI AGITAZIONE ALLA SEVES:DOMATTINA PRIMO SCIOPERO E PRESIDIO CONTRO IL PIANO AZIENDALE CHE PREVEDE MOBILITÀ E CIGS Guerranti: Le cose stanno purtroppo come temevamo. L’azienda va bene, un simile piano di lacrime e sangue si giustifica solo con la volontà di dismettere il sito, per cercare più profitti in altri paesi e sfruttare l’area, contigua a Castello, a fini immobiliari. | |
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Quanto segue è un estratto dal sito cgil a cui rimando per leggere tutto il resto: cgil-firenze
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E´ subito sciopero contro il piano dell´azienda
Seves, venti in mobilità 87 in cassa integrazione
ILARIA CIUTI da la Repubblica 4/12/2008
Sciopero di due ore (dalle 9 alle 11) e presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360. Questa la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati. Un piano che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento (che produce mattoni di vetro di alta qualità) e la cassa integrazione straordinaria per 87 operai e per dodici mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori. L´azienda risponde: misure inevitabili per la crisi.
Mobilità e cassa, sciopero alla Seves
Il piano dell´azienda allarma i sindacati: temiamo la dismissione
DUE ore di sciopero e di presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360, dalle ore 9 alle 11. È la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento che fa mattoni di vetro di alta qualità e la cassa integrazione straordinaria (quella che si usa per le ristrutturazioni) per 87 operai e per 12 mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori che hanno scioperato all´improvviso per andare a ascoltare i sindacalisti che illustravano l´incontro avuto con l´azienda martedì scorso su richiesta della Femca-Cisl. Un incontro in cui il sindacato aveva chiesto all´azienda di chiarire le cose, dopo che la proprietà, un fondo Usa e uno belga, aveva all´improvviso licenziato il presidente e l´amministratore delegato per divergenza di opinioni sulle strategie. Dopodiché si erano sparse voci che l´episodio non rappresentasse un semplice cambio della guardia ma preludesse al trasferimento della produzione altrove e alla chiusura dello stabilimento fiorentino in nome di una speculazione edilizia.
«Le cose purtroppo stanno proprio come temevamo - dice Massimo Guerranti, segretario della Femca-Cisl fiorentina - l´azienda ci ha presentato un piano da crisi profonda mentre in realtà è in attivo anche se leggermente in calo e solo per responsabilità dei fondi che, pur di estendersi, si sono lanciati in acquisti incauti. Il piano aziendale non si giustifica se non con l´intenzione del gruppo di chiudere per cercare margini di profitto ancora più alti altrove e per dare il via ad un´operazione immobiliare sull´area fiorentina, guarda caso contigua a Castello».
Precisa il segretario della Cgil di Firenze, Mauro Fuso: «Il cambio di destinazione d´uso di quell´area può avvenire solo contestualmente al mantenimento dell´occupazione e della produzione industriale. Ovvero solo se contemporaneamente lo stabilimento si trasferisce in un´altra zona, beninteso dentro i confini metropolitani».
La Seves cerca di attutire il colpo. Sottolinea che in cassa integrazione straordinaria andranno solo 87 dipendenti, quelli addetti all´area forno, e non tutti. Assicura di non pensare a nessuna speculazione edilizia, di volere restare a Firenze ma di avere solo necessità di smaltire gli stock del magazzino. Le misure, dice sono inevitabili a causa della grave crisi della divisione mattoni in vetro: vendite in calo del 32,5% e margine operativo in calo dell´83% negli ultimi due anni. Per questo e solo per questo, comunica la proprietà, è stata presa la decisione di fermare per 12 mesi la fase di produzione a caldo. L´azienda continua dicendo che il forno si fermerà il più presto possibile, compatibilmente con i tempi necessari per avviare il raffreddamento graduale. Quanto ai 20 che dovrebbero andare in mobilità, la Seves sostiene che sono in esubero rispetto alle attuali necessità della società.