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lunedì 8 giugno 2009

giovedì 2 aprile 2009

Sciopero Manifestazione del 2 aprile 2009

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Lo sciopero manifestazione di oggi, è stato molto interessante e ricco di spunti, nonchè di visite.
Abbiamo avuto il presidente Cruccolini, Giovanni Donzelli e il candidato sindaco Galli, le televisioni, sicuramente i quotidiani.
Ringraziamo le forze politiche che si sono mosse per noi.
Tuttavia la parte più importante è stata la conversazione con Vincenzo Giori.

L'amministratore delegato (già da tre mesi! ) e, da pochi giorni, presidente, Vincenzo Gori, dietro invito dell'RSU, ha raggiunto i manifestanti, sui cancelli per instaurare un dialogo e farsi conoscere.
Molte parole di buon senso ed educate, sono state spese per aprire uno scambio di idee proficuo. Noi lavoratori abbiamo rivolto numerose domande; tuttavia, tre di queste, ci sembrano molto importanti e da mettere in evidenza.

1a domanda: il piano industriale di cui, l'azienda aveva garantita la presentazione per il 14 di aprile in provincia nell'ambito dell'accordo con le RSU del 7 gennaio.

Giori, ha testualmente affermato: "sono appena arrivato, vorrei avere più tempo, almeno fino alla fine del mese. Se dovrò venire il 14, mi dovrò limitare a delle dichiarazioni generali".
Questa risposta ci sembra preoccupante, perchè Giori, è in azienda già da tre mesi ed il piano industriale, nelle sue linee essenziali dovrebbe indicare in quali stabilimenti si farà la produzione nel 2009; sarebbe bastato dire: a firenze, si produrrà mattoni, oppure: a firenze non si produrrà mattoni.
In tre mesi, qualcosa dovrebbe essere stato in grado di fare, o no? Francamente, non è molto credibile, trincerarsi dietro la scusa: sono appena arrivato.


2a domanda: la storia avuta da questo stabilimento nella creazione e nello sviluppo dell'attività del mattone in vetro.

Giori ha risposto che nessun "privilegio" storico, sarà tenuto in considerazione, ma tutto deve essere esaminato in modo globale sul piano dell'economicità come ha fatto con Siemens.
Non comprendiamo come mai non abbia aggiunto, che Firenze è lo stabilimento, nel comparto vetromattone, che ha sempre realizzato i guadagni migliori, in virtù dei prodotti di alta gamma che produciamo. Cosa che sanno tutti.

3a domanda: a Firenze, si riprenderà la produzione, per il 2009?

Giori ha confutato, dicendo che "è necessario smaltire lo stock" di magazzino.
Quest'ultima risposta è preoccupante, perchè tenere fermo lo stabilimento per un anno significa la morte certa e, tra l'altro, contraddice palesemente gli accordi sulla cassa integrazione ordinaria [CIGO] dove si afferma che alla fine di questa, si deve riprendere la produzione e cioè, il rifacimento del forno; per la cronaca, sono arrivati tutti i pezzi.

Infine ha terminato dicendo che se qualcuno facesse una proposta di acquisto, sarebbe disponibile ad esaminarla, ma fino ad oggi nessuno si è fatto avanti.
Forse, l'unica speranza che ci resti è qualcuno ci rilevi...
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giovedì 26 febbraio 2009

Assemblea prossima ventura del 27 - 02 - 2009

La prossima assemblea ha in sé, importanti questioni da risolvere, non da ultima, la richiesta da parte dell'RSU di una votazione per comprendere se la maggioranza, basta la metà più uno, si senta rappresentata da essa.
È un punto importante, fondamentale e impegna tutti.
Altro punto che dovrà essere considerato è il fatto che l'RSU, comunque ne venga fuori, legittimata o delegittimata, questa o quella futura, dovrà essere emanazione dell'assemblea stessa e non viceversa: non dovrà essere il tramite di forze esterne, ma la nostra voce.
È un imperativo a cui è facile diventare sordi, purtroppo.
I sindacati, sono degli aiutanti, benaccetti, ma solo attori esterni.
È necessario anche ribadire che non esistono solo CGIL e CISL; se l'assemblea non si sentisse riconosciuta da questi, ci sono altri gruppi vicini ai lavoratori, come i Comitati di Base ed altri ancora.
Non dimentichiamo che c'è sempre una possibilità di scelta e quando viene imposta, la presenza di certi sindacati esterni, perchè "cos'altro si potrebbe fare", allora dobbiamo fare una riflessione, un ripensamento e domandarci se vogliamo davvero metterci nelle mani di chi non ci convince fino in fondo.
Stiamo parlando del nostro futuro, del nostro posto di lavoro, della vita delle nostre famiglie, non è da prendere così tanto per fare.
Questa riflessione non può essere fatta coralmente ma, ogni singolo dipendente, la deve fare, deve decidere da sè.
Deve trovare la voce per esprimere nell'assemblea di domani, anche andando contro tutto e contro tutti, la propria opinione.
Non c'è comparto, non c'è distinzione tra impiegati e operai, ci sono solo dei dipendenti.
Ci sono solo i lavoratori della Seves e adesso più che mai devono mettersi in gioco.
Rischiamo di perdere il treno delle elezioni.
Rischiamo di lasciar andare quei politici che potrebbero fare la differenza,
che potrebbero impegnarsi al nostro fianco,
i candidati sindaci,
l'attuale giunta,
le opposizioni, tutte.

Possiamo aver fatto un passo falso?
Certamente!
E allora torniamo indietro, rinegoziamo, se necessario riprendiamo gli striscioni, gli scioperi, parliamo con i giornali, le televisioni.
Cerchiamo un interlocutore tra le varie forze sociali che ci aiuti.
E non andiamo a caccia di streghe, a cercare manovre oscure all'interno dell'assemblea.
Magari ci fossero delle correnti, delle opposizioni forti, darebbero linfa e vitalità, laddove non vi è che il tacito consenso.
Il silenzio assenso che non porta altro che a delegare ed è pericoloso, ci toglie la volontà, la vanifica, la svilisce.

Terminiamo questa con le ultime parole di un'ode di Brecht:

"Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!"


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Di seguito, tutta la lirica, per chi volesse conoscerla.

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Lode del dubbio

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.

Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!




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mercoledì 7 gennaio 2009

FIRMATO!!!

In data di oggi - 7 gennaio 2009, è stato firmato dalle parti, l'accordo congiunto, domani ci saranno delle assemblee per poterne parlare e capire cosa fare per i giorni a seguire.
Come hanno detto i delegati dei sindacati esterni:
non abbassiamo la guardia, perchè ancora siamo in acque pericolose, anche se un passo è stato fatto in direzione positiva.

mercoledì 17 dicembre 2008

Nulla di fatto, tutto rimandato

La notizia era già circolata e noi la riportiamo, tale e quale:
i sindacati hanno proposto di riconvertire la richiesta di cassa integrazione straordinaria in ordinaria, dal momento che, il management ha ribadito il proprio interesse nel tenere viva questa azienda e in particolar modo Firenze e a questo punto si sarebbero informati se sussista la possibliltà di fare questa modifica; le parti si riaggiorneranno il 7 gennaio 2009.
Che strano.
Alzi la mano chi si è meravigliato.
Nessuno, speriamo.
Riflessione: non sarà una scusa, presa al volo per lasciar correre quei fatidici 25 giorni di trattative, che sono di prassi?

Attendiamo l'assemblea-sciopero di giovedì per parlarne e cercare nuove proposte.

Ciliegina sulla torta: il gruppo dirigente, non apprezza gli striscioni appesi fuori e se facciamo i bravi, togliendoli, concederanno le ferie alle prime lavorazioni nel periodo natalizio!
Che dire?
È proprio vero: a Natale siamo tutti più buoni.
Sarà l'aria?
La santità del momento?
Chissà.
Dato che anche noi, ci sentiamo così, non possiamo far altro che ricordare a tutti il nostro nuovo consiglio di amministrazione.
Vestar, Ergon ed Athena, sono le finanziarie che hanno imposto il seguente C.A.:
Rosner, Mantero, Mantica, Peter Baumgartner, Ian Gallienne, Wateler, Emanuele Lembo, Osculati. Ponti.
In aggiunta a questi: Sator, Murphy, Ruggi, ma avranno l'accesso solo dopo la scandenza dell'interim, i bene informati, dicono che questo periodo, finirà con il 2008, dopodichè, vi sarà il consolidamento.
I buoni osservatori, noteranno che di alcuni di questi, è stato scritto anche il nome, per una comodità e per delle puntualizzazioni.
Gallienne è a capo di Ergon... carina come cosa, no?
Lembo è il partner italiano e forse qualcosa di più di tutti gli affari Ergon in italia.
Il nostro amministratore delegato, Baumgartner, invece... bè, qui la faccenda è più soffusa: la solita ricerca su google, ci dice che apparteneva ad una società di consulenza, specializzata in "miglioramento aziendale", di questi tempi, verrebbe voglia di fare una traduzione estemporanea: chiusura basandosi sul valore delle persone e sui numeri; ma sicuramente non è così, loro vogliono migliorare davvero...
Lo sappiamo, sono abili nel velare le loro capacità, in fondo si tratta di operazioni delicate.
Quello che importa è che il nostro attuale amministratore sia con noi e ci traghetti in acque più delicate, tanto ormai il suo lavoro precedente è acqua passata e nella nostra ditta, sicuramente non v'è traccia di questi consulenti, ex colleghi del nostro beneamato.
Che ci farebbero, poi?
Vi lascio il link per conoscere, incidentalmente anche il nome della società, che proprio non è qui da noi, ma è interessante visitare, per ampliare il nostro background culturale, visti i tempi che corrono, non si sa mai!

lunedì 8 dicembre 2008

Comunicato stampa da osservatorioq5


Si riporta un comunicato stampa pervenutoci da osservatorioq5

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 05 Dicembre 2008

CASSA INTEGRAZIONE ALLA SEVES. SOLDANI, PETTINI, BRUSCHI (LA SINISTRA): "SITUAZIONE PREOCCUPANTE, SI ATTIVINO LE FORZE POLITICHE"

"La gravissima situazione che si sta prospettando per le sorti dei lavoratori dello stabilimento SEVES e il mantenimento di una delle più significative realtà produttive della città di Firenze è fonte per noi di grande preoccupazione. Questa drammatica situazione per le famiglie dei lavoratori e per la città intera richiede un'attenta riflessione ed azioni da parte dell'Amministrazione Comunale e delle forze politiche per quanto riguarda l'attuazione degli strumenti urbanistici che possono essere finalizzati alla tutela dell'area produttiva a fronte di evidenti intenzioni speculative".
È il commento di Luca Pettini (capogruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio), Anna Maria Soldani (gruppo La Sinistra di Palazzo Vecchio) e di Maurizio Bruschi (capogruppo La Sinistra del Quartiere 5) che intervengono sulla crisi della SEVES.
I tre consiglieri intervengono anche sul commento rilasciato ieri dalla presidente del Quartiere 5.
"Sulle dichiarazioni della presidente del Quartiere 5 è bene precisare che ad oggi nel Piano Strutturale, con l'accoglimento delle osservazioni presentate dall'ex Amministratore Delegato del Gruppo SEVES, si va in tutt'altra direzione, aprendo la strada al mero inserimento di funzioni abitative senza alcuna garanzia per il mantenimento dell'occupazione - proseguono Pettini, Soldani e Bruschi -. Per questo i gruppi de La Sinistra del Quartiere 5 e del Consiglio Comunale, molto prima dell'apertura della crisi aziendale ed in tempi non sospetti rispetto al blocco del Piano Strutturale avevano, più volte e con forza, sollevato il problema della destinazione d'uso dell'area e della necessità di approfondimenti, prima dell'espressione di parere, per modificare quanto previsto dal PS per dare un segnale forte da parte dell'Amministrazione Comunale sulla necessità di mantenere i livelli occupazionali all'interno del territorio fiorentino o metropolitano". (uc)

per informazioni: osservatorioq5@yahoo.it

domenica 7 dicembre 2008

Divide et Impera, l'antico adagio è sempre attuale.

Cari colleghi,
in questi momenti di emergenza, rammentiamoci sempre il vecchio detto latino: DIVIDE ET IMPERA.
È lo stratagemma più semplice a cui appellarsi, quando chi sta al comando, vuole far perdere la coesione ai propri dipendenti.
Dove si può ritrovare questa strategia?
Per esempio, lasciando intendere che qualcuno si salverà e, chi è preoccupato, chi è disperato, allora chiuderà gli occhi all'evidenza e si aggrapperà anche all'irrazionale promessa, proprio di chi lo vuole licenziare.
Non pensiamo di avere doti particolari o di essere indispensabili: tutti sono utili, nessuno è indispensabile.
Non lasciamoci adescare da offerte, oggettivamente impossibili.
La realtà, cruda è:
le nostre attività rendono meno di una vendita dei terreni a qualche costruttore senza scrupoli.
Nel rispetto della legge e della non violenza, dobbiamo convincere, il nostro avversario che per esso sarebbe molto più costoso impegnarsi in una lotta, piuttosto che averci come alleati, per il bene comune.
Vi sono tantissime forme di lotta non violenta per far comprendere loro, il nostro messaggio ed il nostro compito, di tutti nessuno escluso, è proprio di scoprirle e metterle in atto.
Non cerchiamo umanità o comprensione in una finanziaria: non ce ne è.
I giornali sono pieni di notizie di stabilimenti chiusi e attività spostate all'estero. Il loro leitmotiv è: PROFITTO,
profitto,
profitto,
profitto. Perciò, ogni altro loro argomento è solo un orpello, un trucco da baraccone, una prestidigitazione per raggiungere il loro scopo. Dietro un sorriso amabile, c'è unicamente un utilitaristico gesto, imparato negli anni, una pieces teatrale, una commedia, anzi una tragedia, dove noi siamo il mezzo, il sacrificabile, l'agnello dell'olocausto.
Ricordiamoci sempre di leggere, dietro la faccia di quelle persone che si presentano come rappresentanti delle finanziarie il loro scopo ultimo, che attenzione, non è per nulla celato, non è assolutamente nascosto, ce l'abbiamo davanti agli occhi ogni giorno, ogni volta che vediamo un telegiornale, ogni volta che ascoltiamo le notizie economiche alla radio, ogni volta che leggiamo un giornale: tu mi servi per profitto e se posso ottenere di più, il tuo servirmi, sarà portato fino all'estremo, fino al licenziamento.

Ricapitolando:
  • quando ci diranno che noi, personalmente o il nostro ufficio o reparto non sarà toccato: stanno cercando di intaccare la coesione dei dipendenti.
  • Quando parleranno con i delegati dell'RSU o appenderanno fogli con informazioni diverse, da quelle dette poco tempo prima: stanno cercando di confonderci.
  • Quando parleranno ai singoli con mezze voci: vogliono far trapelare notizie di comodo per un fine, mai a pro nostro.

sabato 6 dicembre 2008

Dal sito cisl firenze

Questo è tratto dal sito della cisl a cui rimando per la lettura completa: cisl-firenze
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CislFirenze.it - Dettagli News
03/12/2008 - STATO DI AGITAZIONE ALLA SEVES:DOMATTINA PRIMO SCIOPERO E PRESIDIO CONTRO IL PIANO AZIENDALE CHE PREVEDE MOBILITÀ E CIGS
Guerranti: Le cose stanno purtroppo come temevamo. L’azienda va bene, un simile piano di lacrime e sangue si giustifica solo con la volontà di dismettere il sito, per cercare più profitti in altri paesi e sfruttare l’area, contigua a Castello, a fini immobiliari.

Dal sito cgil di firenze

Quanto segue è un estratto dal sito cgil a cui rimando per leggere tutto il resto: cgil-firenze


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E´ subito sciopero contro il piano dell´azienda
Seves, venti in mobilità 87 in cassa integrazione

ILARIA CIUTI da la Repubblica 4/12/2008

Sciopero di due ore (dalle 9 alle 11) e presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360. Questa la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati. Un piano che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento (che produce mattoni di vetro di alta qualità) e la cassa integrazione straordinaria per 87 operai e per dodici mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori. L´azienda risponde: misure inevitabili per la crisi.

Mobilità e cassa, sciopero alla Seves
Il piano dell´azienda allarma i sindacati: temiamo la dismissione

DUE ore di sciopero e di presidio stamani di fronte alla Seves, in via Reginaldo Giuliani 360, dalle ore 9 alle 11. È la risposta dei lavoratori al piano presentato dall´azienda ai sindacati che annuncia la mobilità per 20 dei 175 dipendenti dello stabilimento che fa mattoni di vetro di alta qualità e la cassa integrazione straordinaria (quella che si usa per le ristrutturazioni) per 87 operai e per 12 mesi. La protesta è stata decisa ieri in assemblea dai lavoratori che hanno scioperato all´improvviso per andare a ascoltare i sindacalisti che illustravano l´incontro avuto con l´azienda martedì scorso su richiesta della Femca-Cisl. Un incontro in cui il sindacato aveva chiesto all´azienda di chiarire le cose, dopo che la proprietà, un fondo Usa e uno belga, aveva all´improvviso licenziato il presidente e l´amministratore delegato per divergenza di opinioni sulle strategie. Dopodiché si erano sparse voci che l´episodio non rappresentasse un semplice cambio della guardia ma preludesse al trasferimento della produzione altrove e alla chiusura dello stabilimento fiorentino in nome di una speculazione edilizia.

«Le cose purtroppo stanno proprio come temevamo - dice Massimo Guerranti, segretario della Femca-Cisl fiorentina - l´azienda ci ha presentato un piano da crisi profonda mentre in realtà è in attivo anche se leggermente in calo e solo per responsabilità dei fondi che, pur di estendersi, si sono lanciati in acquisti incauti. Il piano aziendale non si giustifica se non con l´intenzione del gruppo di chiudere per cercare margini di profitto ancora più alti altrove e per dare il via ad un´operazione immobiliare sull´area fiorentina, guarda caso contigua a Castello».

Precisa il segretario della Cgil di Firenze, Mauro Fuso: «Il cambio di destinazione d´uso di quell´area può avvenire solo contestualmente al mantenimento dell´occupazione e della produzione industriale. Ovvero solo se contemporaneamente lo stabilimento si trasferisce in un´altra zona, beninteso dentro i confini metropolitani».

La Seves cerca di attutire il colpo. Sottolinea che in cassa integrazione straordinaria andranno solo 87 dipendenti, quelli addetti all´area forno, e non tutti. Assicura di non pensare a nessuna speculazione edilizia, di volere restare a Firenze ma di avere solo necessità di smaltire gli stock del magazzino. Le misure, dice sono inevitabili a causa della grave crisi della divisione mattoni in vetro: vendite in calo del 32,5% e margine operativo in calo dell´83% negli ultimi due anni. Per questo e solo per questo, comunica la proprietà, è stata presa la decisione di fermare per 12 mesi la fase di produzione a caldo. L´azienda continua dicendo che il forno si fermerà il più presto possibile, compatibilmente con i tempi necessari per avviare il raffreddamento graduale. Quanto ai 20 che dovrebbero andare in mobilità, la Seves sostiene che sono in esubero rispetto alle attuali necessità della società.